Tassisti battono Monti1 a0. Lo spinoso capitolo liberalizzazioni taxi si è chiuso ieri con la vittoria del popolo delle auto bianche che ha avuto la meglio sul governo. Approvato l’emendamento elaborato dai due relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl). Il testo è chiaro: saranno Comuni e Regioni a intervenire non prima però di aver acquisito il parere dell’Autorità. Si potrà tra l’altro stabilire l’incremento del numero delle licenze «ove ritenuto necessario» bandendo concorsi straordinari. I proventi che deriveranno dal rilascio di nuove licenze – si legge – «sono finalizzati ad adeguare compensazioni da corrispondere a coloro che sono già titolari di licenza». Verrà inoltre consentita ai titolari di licenza d’intesa con i Comuni «una maggior libertà nell’organizzazione del servizio sviluppando anche nuovi servizi come il taxi ad uso collettivo. E una maggior libertà sarà riconosciuta anche per la fissazione delle tariffe con una «corretta e trasparente pubblicizzazione a tutela dei consumatori». Si punta anche a migliorare la qualità dell’offerta ad esempio ampliando la formazione professionale. Fissati i principi si prevede anche che nel caso in cui i Comuni si discostino senza adeguata motivazione dal parere dell’autorità quest’ultima potrà ricorrere al Tar del Lazio. La questione ha fatto infuriare le associazioni consumatori. Abbiamo quindi ascoltato la reazione di Carlo Pileri, presidente Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori).
Liberalizzazioni, ai comuni libertà di decidere licenze e tariffe dei taxi, quale la vostra reazione?
Siamo a favore delle liberalizzazioni, quindi non approviamo la retromarcia del Governo. Lo consideriamo un fatto grave. Un Governo incapace di resistere a 20mila richieste, davanti a esigenze di tutti i cittadini ci fa preoccupare e non ci piace il comportamento dell’esecutivo.
A cosa si riferisce in particolare?
Mi riferisco alla revisione del progetto iniziale: i taxi dovevano essere gestiti a livello nazionale. L’influenza ora torna a regioni e comuni, enti più ricattabili dal punto di vista politico, sicuramente un sindaco pur di non farsi bloccare la città cederà alle richieste.
Il sindaco della Capitale in proposito ha affermato: «un importante riconoscimento dell’autonomia e delle prerogative dei Comuni». Come commenta?
Non mi sembra che il comune di Roma si riuscita a gestire l’efficienza del servizio, basta vedere gli abusi su turisti e pellegrini. Alemanno si dovrebbe preoccupare dell’autonomia in altre questioni.
Quali?
Quelle del trasporto pubblico: sia su binario che su gomma.
Quali i vantaggi e quali gli svantaggi per il consumatore?
Il servizio taxi, come le auto con conducente, dovrebbe essere alla portata di tutti. E’ giusto che anche i tassisti guadagnino, ma il servizio a oggi è una realtà elitaria, questo dietrofront liberalizzazioni sicuramente non aiutano.
«Non abbiamo però ottenuto ancora risposte dal governo alle nostre richieste di sgravio dell’Iva sui beni strumentali, che per noi rappresenta un costo e non è detraibile come avviene per gli altri professionisti e sulla possibilità di acquistare il carburante per l’uso professionale a prezzi agevolati». Come commenta l’affermazione di Loreno Bittarelli, presidente Uritaxi?
Hanno ottenuto quello che volevano. Non hanno l’obbligo di scontrino fiscale e il calcolo dei guadagni viene fatto in modo forfettario. Doveva esserci obbligo di scontrino fiscale e liberalizzazioni delle licenze.
Diletta Liberati