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L’intervista – L’ex M5S Venturino rivela: «”L’Italia migliore” potrebbe salvare il governo Letta dalla crisi»

Venturino-Grillo-Rodota

Venturino-Grillo-RodotaDalla Sicilia al Parlamento e ritorno. A breve per il Movimento cinque stelle le cose non saranno più le stesse, dentro e fuori il Palazzo. Fino a pochi giorni fa era solo un annuncio, ma tempo un mese sarà un nuovo movimento o partito politico. Nei principi e valori sarà di diretta ispirazione cinque stelle, ma nella comunicazione (interna ed esterna), nella struttura dirigente e nelle modalità di selezione dei candidati sarà quella tipica di un partito tradizionale. E’ così che immagina il suo “L’Italia migliore” Antonio Venturino, Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, “epurato” alcune settimane fa dal Movimento 5 Stelle e che venerdì scorso ha annunciato la proposta di un nuovo soggetto politico nazionale che riesca ad aggregare persone e idee diverse: un mix di società civile e delusi cinque stelle che avrebbero preferito votare Rodotà e stare al governo col Pd di Bersani. Il vice presidente dell’Ars anticipa all’Avanti! non soltanto l’identikit della sua L’Italia migliore, ma anche il disegno politico più ampio che nutre per la sua nuova “creatura”: “avere un propria rappresentanza in Parlamento, capace di dialogare e governare con il centrosinistra. Parlamentari che in caso di crisi di governo, qualcuno già parla del prossimo ottobre, potrebbero rappresentare la migliore ancora di salvezza al governo Letta, governo che nel quale credo e che ritengo abbia il dovere di lavorare al bene del Paese con tutta la serenità del caso”.

ECCO L’IDENTIKIT DE “L’ITALIA MIGLIORE” – A breve potremmo assistere alla spaccatura del M5S, potremmo vedere sedersi sui lati opposti dell’emiciclo di Camera e Senato la bad e la good-company penta stellata. Ma Venturino, che per forma mentis preferisce il confronto allo scontro, pensa alla sua come ad un’opportunità preziosa per non gettare al vento quanto di buono fatto sino ad oggi dentro e fuori il Movimento cinque stelle, per prestare fede alle promesse fatte ai propri elettori, promesse troppo spesso ostacolate dal folle ostracismo di Grillo e Casaleggio. Additato meschinamente come “pezzo di merda” da Grillo, come contrappasso dantesco, Venturino potrebbe essere lui (e non il suo ex leader) ad aprire il M5S (e non il Parlamento) come una scatoletta di tonno! Il Vice presidente dell’Ars ha le idee chiare e le parole giuste per convincere quell’elettorato che aveva creduto in un progetto sano e poi ammalatosi in maniera cronica. Ci sta lavorando da oltre un mese. Sta mettendo insieme le tantissime persone che gli hanno confessato i propri malumori e la voglia di cambiamento. Tra un mese annuncia: “ci riuniremo in Assemblea dove stileremo e voteremo in maniera democratica il nostro statuto. Lì verrà definita la forma giuridica, la linea politica, principi e valori, modalità di comunicazione e selezione dei candidati”.

Vice Presidente Venturino “L’Italia migliore” sarà un movimento o un partito?

“Lo decideremo insieme, subito dopo le comunali siciliane del 9-10, in sede di assemblea. Personalmente non rinnego l’idea del movimento, anzi mi farebbe piacere mantenere questa formula capace di aggregare persone attorno ad idee e una linea d’azione condivise”.

Per la scelta del nome a cosa si è ispirato?

Il nome scelto guarda alla nazione, tutta intera, l’articolo posto davanti sta a ribadire che concepiamo l’Italia come quella di tutti e vicina a tutti, come il Paese unito che sogniamo contro separatismi di qualsiasi forma e colore.

Il Movimento cinque stelle riparte da dove è nato?

Sicuramente i cinque stelle sono espressione della Sicilia, qui sono nati. In questa terra sono un movimento politico più che altrove, su questa consacrazione i cinque stelle hanno costruito il loro successo sul piano nazionale, poi tutto è crollato con quella battuta infelice nello storico confronto in streaming con Bersani “Siamo a ballarò”, lì dovevamo dimostrare di essere capaci di passare dalla protesta  alla proposta politica, è a quel punto che la gente ha cominciato a criticarci e Grillo ha iniziato a parlare di diktat verso i suoi parlamentari. In tanti ci siamo trovati voler rimanere  legati ai principi sani del movimento ma non più ai nostri rappresentanti, dai quali non ci sentivamo più rappresentati.

A chi vi rivolgerete?

A liberi professionisti, studenti, precari. Ai tantissimi cittadini delusi da Grillo. A tutti quelli che, come me, hanno creduto in un progetto che si è rivelato tutt’altro sentendosi traditi dal leader.

Quali saranno i possibili candidati de “L’Italia migliore”?

Dopo le comunali siciliane del 9-10 proverò a drenare persone, amici e colleghi che andranno alle urne, insieme ai tanti consensi espressi in questo mese dalla società civile. I colleghi dell’Ars, almeno per il momento, hanno dimostrato un sentimento di chiusura. Quello che so è che ho preso impegno con chi mi ha eletto e voglio mantenerlo.

Lei vorrebbe mettere insieme i principi del M5S con una maggiore democrazia interna, una struttura e modalità di selezione dei candidati tradizionali e un’autonomia nel dialogo con altri partiti e con i media?

Sì. In fatto di comunicazione la scelta del web come unico canale da arma vincente inizialmente si è via dimostrato un harakiri. Penso a candidati scelti in altro modo che potrebbe essere quello tradizionale delle primarie. Il web ci permette di comunicare con tutto mondo, ma senza confronto fisico e umano sia con il gruppo dirigente sia con gli elettori che ritengo invece fondamentale: penso alle primarie perché sarebbe un modo per recuperare quel rapporto umano candidato-cittadino che con Grillo si è smarrito. Anche per questo il M5S ha fatto flop alle amministrative, i cittadini non hanno avuto modo di conoscere realmente i candidati e le loro qualità.

Con la scelta delle primarie non teme che il suo nuovo movimento rischi di avvicinarsi troppo alla forma di partito tradizionale perdendo consensi tra i cinque stelle delusi?

No, anzi. E’ proprio quello che moltissimi delusi contestano a Grillo, il suo non andare oltre la protesta, il non voler realmente cambiare le cose e mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Ammetto che questo potrebbe rappresentare un netto avvicinamento al tradizionale partito: il movimento rappresenta una bella idea di persone che si mettono insieme per raggiungere obiettivi comune, ma se riusciremo a fare i numeri, o solo ad avvicinarsi, del M5S servirà sicuramente una struttura organizzativa. Anche perché la concezione fluida del movimento ha permesso la formazione di liste fatte di persone provenienti da estrazioni politiche precedenti differenti e troppo spesso incompatibili. A volte abbiamo preferito non presentare liste per incompatibilità eccessiva. Troppo spesso sono stati bypassati i paletti che avevamo posto.

Come li sceglierete allora i vostri candidati?

Li sceglieremo meglio: per le competenze, specializzazione  che possa venire dal curriculum come dall’esperienza di vita, attraverso il buon senso che si può avere solo dopo la scelta diretta sui territori, il web non basta. Insomma penso a dei tecnici per titoli e esperienze.

Da ambienti vicini al gruppo M5S alla Camera fanno sapere che non temono il fuggi fuggi dal Movimento dei 10 o più malpancisti pentastellati. Lei pensa che riusciranno a fare un gruppo autonomo alla Camera?

Sicuramente consiglierei a quanti stanno valutando di andar via dal Movimento di farlo adesso. Anche perché questi colleghi a Roma per paura correranno il rischio di non trovare porte aperte, tra uno o due mesi la gente disaffezionata crescerà, è adesso che devono fare il salto ridando dignità al ruolo di parlamentare e sicuramente L’Italia migliore potrebbe essere la loro nuova casa. Insieme potremmo formare un gruppo autonomo sia alla Camera che al Senato. Col Pd e la sinistra abbiamo intenzione di dialogare mantenendo salda la nostra autonomia e identità. La politica è compromesso, ovvero dialogo e confronto.

Grillo esclude il Pd dalle prossime politiche che lui ipotizza ad ottobre. Cosa ne pensa?

Grillo sbaglia, è una follia solo ipotizzarlo. Se noi nei prossimi 3 mesi riusciremo a costituire soprattutto al Senato un nostro gruppo potremmo contribuire a creare un maggioranza trasversale, un’ancora di salvezza per il governo Letta in caso qualcuno minacci la crisi di governo. Potremmo garantire l’allontanamento dello spettro di elezioni anticipate, mettendo il governo Letta nelle condizioni di lavorare con la serenità necessaria. Confido nel buon senso dei colleghi al Senato, che mi auguro capiranno che è questo il momento nel quale potranno fare la differenza.

Lucio Filipponio