Claudia Bastianelli

Lo “ius soli” e le idiozie di Grillo

I bambini nati in Italia da genitori stranieri sono italiani. Questo deve assolutamente divenire un dato di fatto e non un auspicio come quello che perdura da circa vent’anni. Le dichiarazioni di Beppe Grillo, assolutamente fuori luogo e fuori tempo, dimostrano solo che il suo approccio alla politica nulla è se non populismo sciatto che cerca in malo modo di occultare una necessità di fare notizia anche a costo di dire delle bestialità. Le dichiarazioni in merito allo Ius Soli, che in un Paese democratico come si dichiara l’Italia non dovrebbe neppure essere in discussione, di molti esponenti della politica e su tutti del Presidente Napolitano, sono infatti sintomatiche di una estrema urgenza di affrontare seriamente l’argomento. Il tema dei bambini nati qui da genitori stranieri oppure di bambini arrivati in Italia da piccolissimi non può essere riassunto come una semplice faida tra “tifosi” di destra e di sinistra, ma è un argomento centrale laddove le c. d. seconde generazioni sono una presenza importante nella società e da cui si pretendono doveri ma non si è disposti a riconoscerne i diritti.

La cittadinanza è ovviamente connessa all’espressa volontà di ottenerla da parte dei genitori al momento della nascita e dei bambini al raggiungimento della maggiore età nel mantenerla. Mi preme sottolineare a Grillo che lo Ius Soli non deve essere assolutamente posto sul piano della contrapposizione politica, ma su quello dei diritti che lo stesso articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce (“E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, ne impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”). Lo Ius Soli è un argomento che richiede la lucida razionalità dimostrata da Napolitano e non la superficialità di un comico mediocre prestato alla politica.

Claudia Bastianelli