Opinioni e commenti

Mancia famosa: La scarpa sinistra di Achille Lauro

Achille Lauro “U Cumandante” fu un armatore, Presidente del Napoli calcio, Sindaco di Napoli, Parlamentare, fondatore del Partito Nazionale Monarchico. Ma oggi lo voglio ricordare come il primo uomo politico che regalava pacchi di pasta, di riso e una scarpa, la sinistra, prima del voto, ai cittadini napoletani bisognosi e la seconda scarpa solo dopo la vittoria. Con questi doni, con questi stratagemmi, comprando i voti, “U Cumandante” riuscì a farsi eleggere dai napoletani e riuscì ad amministrare la città di Napoli per due volte consecutive. Ha saputo sfruttare la povertà e il bisogno immediato. Un voto? Un paio di scarpe e un Kg di pasta. Due voti? Due paia di scarpe e due kg di pasta, di riso e di zucchero.

Come chiameremmo oggi i voti dati al “Cumandante”? Voti di scambio. E in alcune regioni italiane, purtroppo, ci sono ancora oggi. Quindi non ci dobbiamo meravigliare poi tanto. Il politico o il candidato alle elezioni promette favori, denaro, regali, appalti, posti di lavoro o altre utilità personali agli elettori in cambio dei loro voti. Commette reato. Lo sa. Ma chi se ne frega. Il fine giustifica i mezzi. Questa pratica rovina la democrazia e il voto che dovrebbe essere libero e segreto diventa una merce di scambio. Tu mi dai il voto, io ti sistemo tuo figlio a scuola, alle poste, al comune, alla regione. C

i dobbiamo meravigliare? Quello che ha fatto ieri “U Cumandante” lo rifarà domani il Presidente degli USA Donald Trump. Nella Convention repubblicana di Dallas ha promesso ad ogni elettore 5 mila dollari per ogni voto dato al suo partito quando a novembre si voterà per eleggere il Congresso e un terzo del Senato. Fatemi vincere le elezioni di metà mandato (Midterm elections) ed io a elezioni avvenute vi prometto che darò ad ogni elettore non una scarpa, non un kg di fagioli o di pasta, ma cinquemila dollari. Non sono tanti e neppure pochi per un voto. Proposta shock destinata a far discutere molto nei vari talk show. Promessa audace senza dubbio, disperata direi, a due mesi esatti dal voto. Il “dividendo”, però, dovrà essere speso in America. Manterrà la promessa? Non ci credo. Achille Lauro le promesse le ha sapute mantenere ed è riuscito ad amministrare la città di Napoli per due mandati. Durante le campagne elettorali si promettono tante cose, ma poi svaniscono. Promettere non costa nulla. E Trump lo sa, è un campione delle promesse non mantenute. Una su tutta: Aveva promesso la fine della guerra in Ucraina e la guerra continua. Ora tutti si scandalizzano, tutti sghignazzano. Trump è un pazzo. Dove prenderà tutti questi soldi? Mistero.

Ma dalle casse dello stato, aumentando i prezzi dei generi alimentari, del gas e del petrolio, dei dazi, dell’income Tax e dei Sales Tax. Trump si sta comportando alla stessa maniera come tutti i politici di questo nostro mondo. Prima delle elezioni, prima del voto finale, promettono agli elettori tante belle cose, promettono mari e monti. Datemi il voto ed io vi porterò l’acqua in casa, vi costruirò strade, ponti, aeroporti, nuove case, ospedali, scuole, chiese, asili nido, termovalorizzatori, acquedotti, inceneritori. Non darà più una scarpa sinistra o un Kg di pasta, perché i tempi sono cambiati e l’Italia di oggi non è l’Italia del dopoguerra. Darà dei soldi, 50 euro per ogni voto ricevuto. Non hanno forse ricevuti i soldi gli italiani col reddito di cittadinanza? E il bonus di 80 euro ce lo siamo dimenticato? Massimo Gramellini nella sua rubrica “Il caffé” ha voluto ricordare Gaetano Salvemini e i “mazzieri” che intimavano gli elettori fuori dalle urne. Ma anche Cesare si è comportato come gli uomini politici di oggi. Per diventare console si faceva prestare dei soldi. Il popolo bue viene tenuto buono buono con le mance. Finisce Gramellini: Il bello è che a dirlo si rischia di passare per radical chic.

Frank Gagliardi