“Le cause dell’immigrazione irregolare sono tre: 1) le disuguaglianze; 2) i cambiamenti climatici; 3) i diritti violati da regimi non democratici. Potremmo ragionare con i Paesi di partenza per giungere a una migrazione regolare e ordinata sui punti 1 e 2. Sul punto 3 sara’ impossibile fare intese con Paesi come Afghanistan e Iran”. L’ex premier Giuliano Amato, che lavoro’ nel 2018 con l’Onu sul ‘Global Compact for Migration’, definisce “stupidi” i ‘readmission agreement’. “In quegli ipotetici accordi – dice Amato – troviamo solo l’interesse dei Paesi occidentali di scaricare gli immigrati. Per quale dannata ragione i Paesi di partenza dovrebbero stipulare un accordo senza guadagnarci nulla? Gli Usa hanno ormai codificato la parola ‘deportazione’, nella Ue c’e’ ancora un pudore lessicale” Amato e’ intervenuto oggi alla Conferenza del ‘Progressive Migration Group’, organizzata dalla Feps e dalle Fondazioni Socialismo e ‘Friedrich Ebert’. Per Amato “l’immigrazione non e’ un’emergenza di un paio d’anni. E’ un fenomeno strutturale ed ordinario. I populisti hanno fomentato un’ossessione, ma i migranti sono appena lo 0,13% della popolazione mondiale. L’incapacita’ di creare flussi ordinati ha dato spazio a politiche reazionarie. E’ comunque responsabilita’ pubblica creare le condizioni per l’integrazione. La vecchietta di Fidene puo’ convivere con gli immigrati. Nel 2002 a Monaco di Baviera, quando preparavamo la Costituzione Ue, mi dissero di evidenziare le radici cristiane dell’Europa e di limitare gli immigrati. Chiesi come si potessero conciliare le due cose. Nessuno mi rispose”.
Antonio Vitorino, Direttore generale dell’Oim ed ex Commissario Ue agli Interni, sottolinea che “dobbiamo arrivare a una migrazione che sia sicura e regolare. Sicura anche per i migranti e la loro dignita’ umana. La politica deve ammettere che abbiamo bisogno dei migranti. Il cambiamento climatico, un evento epocale, puo’ favorire il dialogo tra Paesi africani ed Europa. Gia’ ora ci sono decine di milioni di migranti intra Africa”. Cecilia Strada, europarlamentare Pd, evidenzia che “al centro ci devono essere i diritti umani della persona. Sui migranti vedo un approccio fermo e violento. Putin, ad esempio, usa i migranti come armi spingendoli verso l’Europa attraverso la Bielorussia. I tassi di natalita’ dell’Europa sono bassi. Le nostre economie dipendono dai migranti, che non sono tumori maligni da estirpare. Non ci sono neppure Paesi sicuri di origine, perche’ il diritto di asilo e’ individuale”. Lukmon Akintola del ‘Global Centre for Climate Mobility’ afferma che “sarebbe utile inserire il tema dei migranti in tutte le agende per lo sviluppo di Ue e Ua. Questo sarebbe un approccio pragmatico”. Hedwig Giusto, responsabile dei Programmi internazionali della Feps, rimarca che “Ursula Von der Leyen ha utilizzato per il tema migratorio solo 3 minuti sui 75 del suo intervento sullo stato dell’Unione. Nella Ue siamo ossessionati dagli irregolari, ma sono solo una minima parte del totale. Va rispettata la dignita’ di tutti gli esseri umani”. Gennaro Acquaviva, Presidente della Fondazione Socialismo, ricorda che anche oggi “il ‘Corsera’ dedica spazio alla scuola elementare di Mestre piena di stranieri. Ma i nostri ragazzi di origine straniera che vincono nell’atletica e nel tennis non sono un ponte?” La deputata del Pd, Ouidad Bakkali, di origine marocchina, coglie al volo il ragionamento di Acquaviva: “I migranti sono lavoratori stanziali e famiglie in Italia e in Europa, ma questa non e’ la narrazione prevalente. La legge Bossi-Fini porta alla dominazione del datore di lavoro sul lavoratore. Oggi abbiamo una narrazione suprematista e violenta. Le parole d’ordine sono ‘remigrazione’ e ‘deportazione’. Eppure la maggior parte degli ingressi e’ legale e l’immigrazione e’ prevalentemente femminile. Non ci possono ancora essere ‘guest worker’ dopo tre generazioni. Io mi chiamo Bakkali, ma non per questo, a scuola, ho danneggiato il mio compagno di banco”.
Luca Di Sciullo, Presidente dell’Idos, snocciola i dati: “In Italia ci sono 5,4 milioni di migranti regolari e 400mila rifugiati e richiedenti asilo. La Germania ospita 12,6 milioni di immigrati e ha fatto una legge sull’integrazione. L’Italia deve ancora farla. Non ci occupiamo dell’integrazione di 5,4 milioni di persone e questo e’ grave. Abbiamo pero’ fatto nel 2023 gli accordi con Libia e Tunisia. Nel 2023 93mila migranti sono rimasti bloccati in Libia e Tunisia, ma abbiamo avuto comunque 158mila sbarchi. Nel decennio 2013-2023 sono stati accertati 31mila migranti morti nel Mediterraneo. Si stima che i dispersi non accertati siano almeno altrettanto. E’ un’ecatombe di circa 60mila morti come a Gaza”. Per Di Sciullo “e’ profondamente sbagliata la narrazione che attribuisce ai migranti tutte le colpe, ad esempio su temi come la disoccupazione, la sanita’ e la sicurezza. Il 1973 fu il primo anno in Italia in cui il numero degli immigrati fu superiore a quello degli emigrati”. Paddy Siyanga Knudsen, co-organizzatrice delle Ong africane, una vita tra Zambia, Germania e Danimarca, sottolinea la necessita’ di considerare “la dignita’ umana” dei migranti, definendo bene, ad esempio, “i diritti di alcuni lavoratori, come i rider”. Per il ‘Progressive Migration Group’ i migranti sono un fattore di “sviluppo e prosperita’”. La Banca Mondiale ha calcolato in 656 miliardi di dollari l’ammontare delle rimesse degli immigrati verso i Paesi piu’ poveri. “Una cifra superiore agli investimenti e agli aiuti internazionali”. Luca Cefisi della Fondazione Socialismo ha moderato la Conferenza e conclude: “Sono un’enormita’ 60mila morti in un decennio nel mar Mediterraneo. I suprematisti hanno voluto suscitare insicurezza nell’opinione pubblica. Ma la verita’ e’ che le nostre societa’ hanno bisogno di migranti per la loro stessa sopravvivenza”.(AGI)Mal
Migranti: Amato a Feps-socialisti, populisti fomentano ossessione