Cultura

Milano celebra il genio di Dario Fo con la mostra “Lazzi sberleffi dipinti”

Milano celebra il genio di Dario Fo con la mostra “Lazzi sberleffi dipinti”

Dario Fo e il connubio con Franca Rame. Una unione professionale feconda che continua a stupire con produzioni d’avanguardia. “Lazzi sberleffi dipinti”, questo il nome della grande mostra antologica di Dario Fo e Franca Rame che aprirà il 24 marzo 2012 al Palazzo Reale di Milano nella quale verranno esposte le opere realizzate a partire dagli anni di Brera fino agli ultimi lavori inediti di grande dimensione sulla satira contemporanea.

LE POLEMICHE -. Milano celebra il suo pupillo con un certo ritardo come tiene a sottolineare non senza vena polemica Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale: «Sono felice di aver potuto iniziare con questa Amministrazione comunale il percorso di riparazione dei torti subìti da Dario Fo da parte delle Amministrazioni precedenti. Dario Fo e Franca Rame – ha continuato Rizzo – hanno infatti dedicato la loro vita non solo all’arte, al teatro e alla cultura, ma anche alla vita politica di questa città e di questo Paese, con una partecipazione appassionata e attenta a tutti gli aspetti della vita sociale. Per questo Milano, finalmente, gli tributa il giusto onore. Il percorso – conclude Rizzo – di riparazione si chiuderà quando Dario Fo potrà finalmente avere uno spazio permanente dove poter lavorare e conservare l’immenso patrimonio delle sue opere».

ARTE A TUTTO TONDO – E’ la fascinazione che Dario Fo nutre per l’arte a tutto tondo il filo rosso che scandisce l’esposizione lungo un percorso tra i lavori che celebrano i vari interessi dell’artista milanese: disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costumi, fondali, ampie scenografie, locandine e stampe diventati parte integrante della drammaturgia della Compagnia Teatrale Fo – Rame. Dai rilievi scultorei del Duomo di Modena alla decorazione del Duomo di Parma, insieme agli studi e alle lezioni-spettacolo su Giotto e Pietro Cavallini, su Mantegna, Giulio Romano, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Correggio e Caravaggio.

ARTE DEL POPOLO – Una passione per l’arte del popolo mai celata: «Studiando architettura mi sono interessato alle chiese romaniche. Rimasi stupito come opere così poderose potessero essere espressione non di intellettuali o artisti con l’A maiuscola, ma di semplici scalpellini, di semplici operai e muratori, ignoranti e analfabeti. Scopersi improvvisamente una cultura nuova, vera: la forza creatrice di coloro che sono sempre stati definiti i semplici e gli ignoranti, che sono sempre stati i paria della cultura ufficiale.» Dunque, l’attenzione per l’arte si è sempre unita a una certa attenzione per il genio dei più umili e dei semplici. E fu proprio questa particolare attenzione alla cultura popolare sul corpo del dialetto che portò alla creazione del capolavoro Mistero buffo, premio Nobel nel 1997 per la letteratura con la seguente motivazione: «A Dario Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati…». Proprio questa mostra ci presenta un inedito Dario Fo, meta testuale grazie all’arte che parla dell’arte: il Medioevo e il Rinascimento, testimoniato da un genio del nostro tempo. Una straordinaria documentazione d’archivio ha consentito la realizzazione di inediti montaggi video, attraverso i quali è possibile ricostruire il giusto rapporto tra le opere teatrali e pittoriche e il contesto storico, artistico e sociale che le ha ispirate. Un evento d’altissimo interesse culturale che ci restituisce uno spettro nuovo e sorprendente del grande autore.

Emanuele Ciogli