Mentre tutti parlano giustamente della Spagna che ha conquistato il titolo mondiale, io preferisco soffermarmi sulla partita che, a mio giudizio, ha rappresentato il momento più emozionante dell’intera competizione. Mi riferisco alla finale per il terzo posto tra Francia e Inghilterra, disputata sabato sera a Miami.
Quello andato in scena è stato uno spettacolo difficilmente paragonabile ad altre partite della storia dei Campionati del Mondo. Dieci gol in novanta minuti, continui capovolgimenti di fronte, intensità, qualità tecnica e una straordinaria voglia di giocare a calcio.
L’Inghilterra, protagonista di un primo tempo praticamente perfetto, si è portata sul 4-0, dando l’impressione di aver già chiuso i conti. La Francia, però, ha dimostrato carattere e orgoglio. Al rientro dagli spogliatoi ha cambiato passo, ha segnato due reti in pochi minuti e ha riaperto una gara che sembrava ormai senza storia. Da quel momento la partita è diventata un autentico manifesto del calcio offensivo.
Le occasioni si sono susseguite senza sosta, le due squadre hanno continuato ad attaccare senza fare calcoli e il pubblico ha assistito a uno spettacolo rarissimo, concluso con il successo dell’Inghilterra per 6-4. Un risultato che resterà negli annali non solo per il numero di reti, ma per il modo in cui è maturato. Francia e Inghilterra hanno onorato il calcio, lo sport e il pubblico.
Lo hanno fatto in una partita che, tradizionalmente, viene considerata poco più di un’amichevole di lusso. La finale per il terzo posto, infatti, spesso risente della delusione per la semifinale perduta e raramente riesce a regalare grandi emozioni. A Miami è successo esattamente il contrario. Nessuno ha pensato a gestire le energie o a limitare i danni. Hanno prevalso l’orgoglio, il desiderio di vincere e il rispetto per la maglia indossata. È stato un inno al calcio più autentico, quello giocato con coraggio, fantasia e lealtà. Un calcio che continua a essere seguito da miliardi di persone e che, quando si esprime a questi livelli, riesce ancora a emozionare e a unire. In un momento storico segnato da tensioni, guerre e profonde divisioni, vedere due squadre affrontarsi con agonismo ma anche con rispetto reciproco è stato un piccolo ma significativo messaggio di speranza.
Per questo, più ancora della Spagna che ha alzato la Coppa del Mondo a New York, conserverò il ricordo di quei novanta minuti di Miami. Perché il calcio non vive soltanto dei trofei conquistati, ma anche delle emozioni che sa regalare. E quella tra Francia e Inghilterra è stata una partita che ha ricordato a tutti perché questo rimane lo sport più amato del pianeta.