Cultura

Nel cuore oscuro dell’anima: il nuovo thriller di Paolo Itri

Quanto è profondo l’abisso dell’animo umano? E quale volto assume il male quando si insinua silenzioso nelle pieghe della coscienza? A queste domande prova a rispondere, attraverso i codici della narrativa, Paolo Itri, magistrato napoletano con una lunga esperienza nella Direzione distrettuale antimafia, oggi in servizio nella magistratura tributaria.

Dopo il successo de Il monolite, romanzo d’esordio incentrato sui drammi di una terra ferita dalla camorra, Itri torna in libreria con un’opera completamente diversa, per atmosfere, toni e ambizioni. Sorella Morte, pubblicato da Mondadori, è un thriller psicologico che affonda nel noir e nell’horror, avvolgendo il lettore in una spirale di delitti inspiegabili, presagi oscuri e demoni interiori.

La narrazione, precisa e tesa, sembra percorrere i meccanismi mentali di un investigatore dell’anima, prima ancora che del crimine. Non stupisce che a firmarla sia un pubblico ministero: la capacità di penetrare nel non detto, di svelare l’inquietudine dietro l’apparente normalità, rende l’opera avvolgente e disturbante al tempo stesso.

Ad arricchire ulteriormente il volume vi sono la prefazione e la postfazione di Raffaele Cantone, magistrato simbolo della lotta alla criminalità organizzata, che sottolinea come la lettura del libro trascini il lettore in “una sorta di macchina del tempo, dove è difficile distinguere l’incubo dalla realtà, i fatti dalla loro proiezione onirica”.

In Sorella Morte, il tempo si fa instabile, il confine tra bene e male sfuma e ogni personaggio sembra abitato da un’ombra. Un romanzo che non cerca risposte rassicuranti, ma apre squarci inquieti sul mistero del male. E lo fa con lo sguardo lucido di chi, come Paolo Itri, il male lo ha osservato da vicino nelle aule di giustizia.

 

Rocco Romeo