Locchiodelbue

No al calcio dei ricchi

Sono stato il primo firmatario, nel 2007, di una proposta di legge sugli stadi di proprietà. E ribadisco che questa é la strada giusta anche se in Italia é tuttora lastricata di eccessivi ostacoli di ordine burocratico che allungano a dismisura i tempi della loro realizzazione. Ma solo in Italia si vogliono costruire stadi più piccoli per far pagare di più. Ha cominciato la Juve. Vogliono continuare Milan e Inter (mentre la Roma sta adeguandosi al nuovo massiccio ritorno del pubblico elevando la capienza prevista dal progetto di Pietralata a 65mila posti). Le due milanesi intendono abbattere uno stadio storico del calcio mondiale, San Siro (capienza di oltre 75mila posti) e sostituirlo con la suggestiva Cattedrale di Popoulos, con capienza di.poco più di 60mila posti. Solo che la media di presenze a San Siro di Milan e Inter é quest’anno di oltre 70mila ciascuno. Ovunque in Europa, da Londra a Monaco, si costruiscono impianti più grandi mentre Real Madrid e Barcellona ampliano e non demoliscono gli attuali. Mentre il progetto milanese, assieme a nuove massicce cubature esterne, prevede di tener fuori migliaia di spettatori. Facendo pagare di più (si prevedono 10mila posti corporates) a chi entra. Io penso che chi difende gli interessi dei meno abbienti dovrebbe dir di no e fermare questo scempio illogico e anti popolare. Chi è appassionato di calcio non può essere discriminato in base al reddito. Si dirà che solo 10mila dei 60mila saranno posti particolarmente esosi. Resta il fatto che dei rimanenti 50mila tra autorità sponsor e ospiti ne resteranno poco più di 40mila. Tanti quanti quest’anno sono stati gli abbonati ciascuno di Inter e Milan. E il resto? Tutti davanti alla tivù per la gioia di Sky e Dazn. E qui il cerchio si chiude. Amaramente.