«É un’operazione che riguarda 41 persone e solo 3 sono della Valsusa. Sbaglia chi pensa che sia un’operazione contro la Valdi Susa, contro il Movimento e contro il dissenso mantenuto entro la legittimità della legge. Il terrorismo non ha niente a che vedere con i fatti pur gravi di cui ci stiamo occupando». Così il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli ha illustrato l’inchiesta sugli incidenti della scorsa estate in Val Susa sfociata oggi in una serie di arresti a tappeto in tutta Italia. Il riferimento del procuratore Caselli è alla presenza, nell’elenco delle persone coinvolte, di un ex brigatista rosso, Paolo Maurizio Ferrari, e di un ex militante di Prima Linea, Antonio Ginetti.
IL BLITZ – L’operazione è stata condotta dalla Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono in corso di esecuzione 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di obbligo di dimora e una di divieto di risiedere nella provincia di Torino. Sono lo sbocco di un’inchiesta della Digos della Questura di Torino e della Procura del capoluogo piemontese sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno. Oltre 200 appartenenti delle forze dell’ordine rimasero feriti e, a Palazzo di Giustizia, oggi sottolineano che le ordinanze di custodia sono “un’operazione chirurgica contro gli autori delle violenze”. Per questo, dopo la resistenza a pubblico ufficiale, le lesioni e il danneggiamento in concorso, non sono stati contestati reati associativi. L’operazione è scattata nelle province di Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena.
I VALLIGIANI – A quanto si apprende sarebbero tre i valligiani colpiti da provvedimenti nell’ambito dell’operazione della Polizia, coordinata dalla Procura di Torino. Una ventina invece le persone appartenenti all’area anarchica e antagonista arrestate in tutta Italia. A Torino sono stati perquisiti tre centri sociali (El Paso, Barrocchio e Mescal).
ANARCHICI – Tra gli arrestati oltre al consigliere comunale di Villarfocchiardo, Guido Fissore, anche Giorgio Rossetto, leader del centro sociale Askatasuna e Tobia Imperato, legato all’area anarco insurrezionalista torinese.La Polizia in questi mesi ha visionato foto e filmati risalendo ai nomi delle persone che si sarebbero rese protagoniste degli scontri durante le manifestazioni. Non ci sono reati associativi tra le contestazioni: i reati contestati sono per lo più per resistenza e lesioni.
LEADER NO TAV – Non si è fatta attendere la reazione del leader dei No Tav Alberto Perino. «É una cosa pre ordinata. É stata fatta oggi –ha commentato Perino – anche per dare un segnale chiarissimo a tutti quelli che stanno cercando di alzare la testa in Italia e che prendono il movimento No Tav come esempio: vogliono dire a camionisti, pescatori, e così via “cercate di stare tranquilli altrimenti finite tutti in galera. In più si vuole criminalizzare il Movimento cercando di dimostrare che è inquinato dai violenti».
LE REAZIONI – Tra le reazioni dei manifestanti il presidio in programma oggi pomeriggio, alle17, in piazza Castello, a Torino; una fiaccolata in Val di Susa, a Bussole, questa sera, e una conferenza stampa, alle 14,30 di oggi, al presidio di Vaie.
SODDISFAZIONE – «Siamo davvero soddisfatti». Così Michele Cerviere, segretario generale provinciale del Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) di Torino, in merito agli arresti di questa mattina di attivisti No Tav. «Le decine di ordinanze di custodia cautelare in via di esecuzione da questa notte confermano le denunce del Siap Torino a partire dal 27 giugno scorso – aggiunge Cerviere – per mesi abbiamo chiesto che venissero individuati e perseguiti i violenti esponenti del movimento No Tav». «Il nostro plauso e ringraziamento – conclude il segretario del Siap – va a tutti i colleghi che, ad ogni livello, hanno raccolto il materiale documentale e condotto le indagini con dedizione, impegno e professionalita’ permettendo cosi’ di raggiungere un risultato tanto atteso».
Lucio Filipponio