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NOVELLO ROBESPIERRE, GRILLO “MANDA A GIUDIZIO” LA GAMBARO

M5S-Grillo-Robespierre

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«La libertà consiste nell’obbedire alle leggi che ci si è date e la servitù nell’essere costretti a sottomettersi ad una volontà estranea». Così diceva Maximilien de Robespierre per giustificare le tante esecuzioni di quelli additati come nemici della Rivoluzione. Novello Robespierre, Grillo “l’Incorruttibile” anche questa volta sceglie la “ghigliottina” mediatica e politica e mette a giudizio (l’appuntamento è fissato per lunedì prossimo) la grillina che ha osato dire che la linea politica del M5S non funziona e che la vera causa del flop alle amministrative è Grillo. Adele Gambaro è ufficialmente sotto accusa. La senatrice aveva “messo in atto un’azione lesiva dell’immagine e dell’attività del MoVimento 5 Stelle”, si legge nel post serale del blog di Beppe Grillo. In particolare, aveva dichiarato la sua opinione ad una televisione additando come “problema” lo stesso comico genovese suscitandone l’ira.  Insomma come Robespierre, Grillo colloca la sua politica all’interno di un’emergenza rivoluzionaria che richiede anche atti estremi per salvare la nuova Repubblica della decrescita, la sua Rivoluzione del Vaffa.

IN SERATA RIUNIONE DI FUOCO. C’E’ CHI URLA: “ORA BASTA” – Tra repliche e controrepliche, il dibattito di questa settimana tra i membri del Movimento cinque stelle è incentrato sulla senatrice e sulle sue dimissioni. Al Senato si è tenuta nella serata di ieri una riunione dei senatori grillini per discutere di Gambaro e della sua messa in stato di accusa. Assemblea di fuoco, dove il gruppo del M5s apprende dal post di Beppe Grillo l’intenzione del movimento di procedere alla valutazione dell’espulsione della senatrice. Dalla riunione si sentono urla e alcuni lasciano l’Aula. Il primo ad andarsene è Lorenzo Battista con Paola De Pinna; poi anche Rosetta Blundo. Cristina De Pietro e Ivana Simeoni aprono la porta proprio dopo che si era sentito urlare un: “ora basta”. La riunione, è confermato, si è tenuta senza la senatrice Adele Gambaro. Il dissenso insomma sarebbe nato dopo la pubblicazione del post (chiamato minipost dal blog di Grillo) in cui l’ex capogruppo al Senato, Vito Crimi, e il suo successore, Nicola Morra, chiedono di fatto ad Adele Gambaro di dimettersi da parlamentare. Oggi “non si tratta di espulsioni, si valuta la procedura, si parla. Se uno sta male è libero di uscire dal movimento”, dice la questore del M5s al Senato, Laura Bottici.

GRUPPO M5S SPACCATO ANCHE IN RETE – Ma il gruppo non è così unito e univoco come lo è stata la rete. “La senatrice Adele Gambaro – dichiara il deputato Tommaso Curro’ – ha esercitato un suo legittimo diritto, quello di esprimere un dissenso. Posso avere qualche dubbio sui toni, ma sui contenuti condivido, non ci può essere una verità  espressa in modo unilaterale”. Di tutt’altra opinione è il capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti: “Certo che sono per l’espulsione. Dobbiamo rispettare la sua volontà (della Gambaro ndr), quello che ha detto durante la campagna elettorale”, e ha poi riaffermato: “Beppe non e’ un problema. E’ il nostro garante”, ha concluso. Il caso si chiuderà lunedì pomeriggio con “l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari Movimento 5 Stelle per valutare la proposta di cessazione dell’appartenenza al gruppo parlamentare, da sottoporre successivamente al voto decisivo della rete, cui spetta l’ultima parola”, si legge nel post di Crimi e Morra. Alla rete, dunque, l’ardua sentenza.

I SOCIAL NETWORK NON CI STANNO – La rete, però, non risparmia critiche all’atteggiamento dei vertici del M5S. Su Twitter la cosa fa discutere e non mancano, anche fra i grillini, severi osservatori: “La pazzia in politica è una malattia trasmissibile. Crimi scrive come Grillo ma, non avendo fatto il comico, non fa ridere”, puntualizza un utente. Un altro la butta sul ridere: “M5S, la dissidente Gambaro sarà espulsa: Ha leso l’immagine del movimento. Quattro mesi in Parlamento e neanche una parolaccia”. Non mancano simpatizzanti grillini iscritti al sito e, quindi, con diritto di voto: “Se la votazione arriverà in rete, io voterò no all’espulsione della senatrice Gambaro”, twitta lapidario un utente, così come un altro che scrive: “Lo dico subito: io voterò no all’espulsione della Gambaro ma non perché non abbia sbagliato ma perché rimanere sarebbe la giusta punizione”. Molti considerano la procedura antidemocratica: “Credo che o si abusi del termine ‘democrazia’ o non se ne conosca il significato, la vicenda Gambaro è eloquente…”; “I soldatini M5S sull’attenti verso l’espulsione della senatrice Gambaro. Capo Grillo ordina, i ‘liberi’ cittadini eseguono”; “La votazione sulla Gambaro è una scelta fra M5S e Grillo… fra l’evoluzione a movimento democratico e lo Statuto quo inconcludente”. Ma non manca chi mette sotto accusa la senatrice ribelle: “Adele Gambaro aveva promesso che nel caso di disaccordo con la linea M5S,avrebbe dato le sue dimissioni dal Parlamento. E’ colpa di Grillo?”, scrive una grillina, mentre un’altra le fa eco: “Se è colpa di Grillo aver perso le elezioni amministrative forse è sempre colpa di Grillo se ora lei lavora in Parlamento. No?”. Beh visti i precedenti storici e le reazioni della piazza digitale, attenzione alla testa ben fissa sul capo.

Lucio Filipponio