Opinioni e commenti

Nuova legge elettorale: una riforma che restringe la democrazia

L’approvazione al Senato della nuova legge elettorale, avvenuta con 113 voti favorevoli, rappresenta un passaggio che non può lasciarci indifferenti. Le modifiche introdotte nel corso dell’esame parlamentare impongono ora il ritorno del provvedimento alla Camera dei Deputati, dove la discussione è prevista a partire dal 28 settembre, prima dell’eventuale approvazione definitiva.

Il nuovo impianto prevede un sistema proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza attribuito alla coalizione che raggiunga il 42% dei consensi. Contestualmente all’elezione delle liste, gli elettori saranno chiamati a indicare anche il candidato alla Presidenza del Consiglio.

Viene inoltre superato il meccanismo dei collegi uninominali previsto dal Rosatellum, introducendo un sistema nel quale il capolista viene individuato attraverso il voto di lista, affiancato dalla possibilità per gli elettori di esprimere preferenze sugli altri candidati.

Particolarmente preoccupante è, a nostro giudizio, anche l’innalzamento delle firme necessarie per la presentazione delle nuove formazioni politiche: si passa da 1.500 a 6.000 firme per collegio, mentre vengono esentati i partiti che dispongono già di un gruppo parlamentare. Una scelta che rischia di rendere ancora più difficile l’accesso alla competizione elettorale per le forze politiche che non sono già presenti nelle istituzioni.

Come socialisti riteniamo che le regole della democrazia non possano essere costruite per favorire chi è già dentro il sistema e rendere più difficile l’ingresso a nuove forze e nuove idee. Una legge elettorale dovrebbe garantire rappresentanza, pluralismo, libertà di scelta degli elettori e pari condizioni nella competizione politica.

Per queste ragioni consideriamo questa riforma profondamente sbagliata, illiberale e, per diversi suoi aspetti, meritevole di un’attenta verifica sotto il profilo della compatibilità costituzionale.

Facciamo quindi nostra la richiesta di massima mobilitazione lanciata dal nostro Segretario Nazionale. È necessario che il mondo socialista, democratico e progressista faccia sentire con forza la propria voce e difenda il principio fondamentale secondo cui le istituzioni devono rappresentare i cittadini, non proteggere gli equilibri di chi già le occupa.

La democrazia non è un privilegio dei partiti maggiori: è un diritto di tutti.

Carlo Andrea Restano
Segretario Provinciale PSI Parma