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Palamara (Anm), responsabilità civile è una pistola alla tempia dei giudici

Palamara (Anm), responsabilità civile è una pistola alla tempia dei giudici

Nuovamente battuto il governo Monti. E s’infuoca lo scontro tra i poteri dello Stato. Con 264 voti a favore e 211 contrari, è passato oggi alla Camera con scrutinio segreto l’emendamento alla legge comunitaria che prevede sostanziali modifiche relative alla responsabilità civile dei magistrati. Un emendamento targato Lega proposto dall’onorevole Gianluca Pini.

E mentre la maggioranza in Parlamento si spacca, assediata dal fuoco dei franchi tiratori, fuori dalla Camera i giudici hanno già caricato i cannoni: l’Associazione Nazionale Magistrati infatti convocherà per martedì prossimo un comitato direttivo centrale straordinario per decidere sulla questione sciopero. Il Presidente dell’Anm Luca Palamara, sentito in esclusiva dall’Avanti!online, ha commentato a caldo i temi del dibattito.

Cos’è accaduto oggi alla Camera?

Far passare un emendamento del genere significa puntare una pistola alla tempia dei giudici: limitarli effettivamente nell’esercizio delle loro funzioni.

Ritiene sensato che un giudice risponda per eventuali danni causati da un errore giudiziario?

È una prassi estranea agli ordinamenti occidentali. Introdurre un emendamento che ha come finalità quella di agire direttamente nei confronti del giudice, a differenza di quello che avviene nelle principali democrazie europee, significa introdurre una forma di responsabilità che rischia di limitare la libertà di giudizio del magistrato stesso. In altre parole, di terrorizzarlo nell’esercizio delle sue funzioni. In particolare, quello che colpisce è che in questo momento si sta creando una sovrapposizione di due concetti distinti: responsabilità dello Stato e responsabilità dei giudici.

Cosa intende?

Si sta facendo passare il messaggio che oggi in Italia il giudice che sbaglia non paga, mentre invece non è così. Esiste una legge del 1988 che disciplina tutta la normativa: prevede già una responsabilità del giudice in questi casi 

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ha dichiarato: “È una polemica assolutamente inaccettabile da parte dell’Anm, che evidentemente reputa di essere il Parlamento di ultima istanza e non lo è”. Lei come risponde a questa accusa di Cicchitto?

Il Parlamento fa le leggi, noi le applichiamo nell’interesse di tutti. Così è e così dovrebbe essere.

Raffaele d’Ettorre