Diritti e Lavoro

Pensionati, il cedolino di ottobre 2026

Foto Wikipedia - United Artists - Pubblico dominio

Carta “Dedicata a te”
BENEFICIARI INDIVIDUATI SENZA DOMANDA
Non chiedere al cittadino informazioni che la pubblica amministrazione possiede già.
È attorno a questo principio che l’Inps costruisce il proprio ruolo nella nuova operatività della carta “Dedicata a te”, presentata nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) alla presenza, tra gli altri, del Ministro Francesco Lollobrigida e del Presidente dell’Istituto Gabriele Fava. La misura per il biennio 2026-2027 è stata rifinanziata per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità destinati ai nuclei con Isee non superiore a 15mila euro.
Il punto, dal lato dell’Inps, è soprattutto il metodo. Niente domanda da compilare sul portale e nessuna corsa allo sportello per entrare nella platea: è l’Istituto a partire dalle informazioni già disponibili nelle proprie banche dati e a costruire gli elenchi dei potenziali beneficiari.
«All’Inps tocca la parte che sa fare meglio, cioè leggere i dati», ha spiegato Fava. «Partiamo dagli Isee già depositati. Li incrociamo, verifichiamo come sono composti i nuclei, mettiamo da parte chi riceve già un altro sostegno e rendiamo disponibili ai comuni le liste dei possibili beneficiari».
Una procedura che prova, quindi, a rovesciare la logica tradizionale dell’accesso a una prestazione: anziché attendere che sia il cittadino a chiedere l’intervento, l’amministrazione utilizza il patrimonio informativo di cui dispone per individuare chi rientra nei criteri fissati dalla normativa.
Per il biennio 2026-2027, l’Isee entro i 15mila euro rappresenta infatti un requisito, ma non determina automaticamente l’assegnazione della carta. Gli elenchi vengono formati nei limiti delle carte disponibili e seguendo un ordine di priorità:
prima i nuclei con almeno tre componenti e almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012;
quindi quelli con almeno tre componenti e almeno un nato entro il 31 dicembre 2008;
successivamente, gli altri nuclei di almeno tre persone.
All’interno di ciascuna fascia viene privilegiato l’Isee più basso.
È in questo passaggio che l’Inps assume la funzione di snodo tra dati, amministrazioni locali e soggetto erogatore. Una volta completato il lavoro con i comuni, gli elenchi definitivi vengono utilizzati per consentire la messa a disposizione delle carte. I nuovi beneficiari vengono informati dal comune di residenza e possono quindi procedere al ritiro; chi dispone già della carta e conserva i requisiti può invece ricevere la nuova ricarica sullo strumento già posseduto.
Non è prevista un’istanza del cittadino né all’Inps e né al comune.
Per Fava, però, il tema supera l’operatività della singola misura. Il Presidente dell’Istituto lo ha ricondotto a una diversa idea di prossimità amministrativa, resa possibile dall’incrocio dei dati e dalla trasformazione digitale.
«Per una famiglia che fatica a ricevere oggi una comunicazione, invece di doverla sollecitare, cambia radicalmente il rapporto con le istituzioni», ha osservato. E ancora: «Intendiamo la prossimità come un’amministrazione che usa ciò che già sa per arrivare prima della richiesta».
Un’impostazione che punta a ridurre la distanza tra cittadino e amministrazione e che attribuisce all’Inps un ruolo sempre meno confinato alla sola erogazione delle prestazioni. L’Istituto diventa, in questa lettura, la piattaforma sulla quale far dialogare informazioni, requisiti e diverse articolazioni della pubblica amministrazione.
È il concetto sviluppato anche dal Direttore Generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, che ha individuato proprio nella proattività l’elemento distintivo del modello.
«È proprio questa proattività – un elenco costruito a monte, un beneficio che arriva senza bisogno di presentare domande – a rappresentare il modo in cui l’Istituto interpreta oggi il proprio ruolo», ha spiegato Vittimberga.
Una trasformazione che, secondo il Direttore Generale, si inserisce in un percorso più ampio: «Testimonia il ruolo nuovo che l’Istituto sta maturando nell’ecosistema della pubblica amministrazione e della società italiana: un’infrastruttura in grado di sostenere e mettere rapidamente a terra le politiche pubbliche, sia in una logica di programmazione di medio-lungo periodo sia nell’immediatezza».
Vittimberga ha richiamato, tra gli esempi, il bonus elettricità, il bonus elettrodomestici e il nuovo assetto delle politiche di inclusione costruito attorno a strumenti come Siisl, Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro, descrivendo l’Inps come una «tecnostruttura» chiamata a unire capacità operativa e visione strategica.
Nel caso di “Dedicata a te”, questa architettura si traduce in una catena relativamente semplice per chi riceve il beneficio: l’Inps elabora i dati, i comuni verificano e comunicano, Poste Italiane rende disponibile la carta o la ricarica. Il cittadino, se rientra nella platea, non deve avviare la procedura.
Ed è probabilmente qui il tratto più significativo del modello illustrato al Masaf. La tecnologia e le banche dati non vengono presentate soltanto come strumenti di controllo, ma come mezzi per anticipare una necessità e rendere più semplice l’accesso al sostegno. Nelle parole di Fava, l’obiettivo è proprio questo: «portare la protezione pubblica là dove serve», facendo in modo che sia l’amministrazione, quando possiede già gli elementi necessari, a compiere il primo passo verso il cittadino.

Pensionati
IL CEDOLINO DI PENSIONE DI OTTOBRE 2026
Il cedolino mensile di pensione, accessibile tramite servizio online, consente ai pensionati di verificare l’importo erogato mensilmente e conoscere le ragioni di eventuali variazioni.
In attuazione della normativa vigente, le pensioni sono pagate il primo giorno bancabile del mese, con l’unica eccezione di gennaio, che prevede il pagamento nel secondo giorno bancabile.
Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Nel caso di soggetti titolari di più prestazioni pensionistiche e assistenziali, il pagamento viene effettuato con un unico mandato di pagamento.
L’accredito del rateo di pensione di ottobre 2026 sarà effettuato con valuta 1° ottobre. Di seguito proponiamo una breve guida alla lettura del cedolino.
Benefici fiscali 2026 per alcune prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente: “bonus aggiuntivo” e “ulteriore detrazione”
A partire dalla mensilità di ottobre, l’Inps ha riconosciuto alcuni benefici fiscali sulle prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente. Le misure, previste dall’articolo 1, commi 4 e 6, legge 207/2024, vengono riconosciute a ciascun beneficiario in base al reddito:
la somma non imponibile, denominata anche “bonus aggiuntivo”, per chi ha un reddito lordo annuo fino a 20.000 euro. Questa somma non viene conteggiata nel reddito complessivo ai fini Irpef;
l’ulteriore detrazione d’imposta, per chi ha un reddito lordo annuo superiore a 20.000 euro e fino a 40.000 euro.
I benefici sono stati applicati alle prestazioni che accompagnano il lavoratore alla pensione, come l’Ape Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari destinati ai lavoratori dei settori bancario e assicurativo e le indennità previste dai contratti di espansione, se assoggettate alla tassazione ordinaria.
Gli interessati non devono presentare alcuna istanza perché l’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, ha riconosciuto automaticamente il beneficio spettante che verrà applicato ogni mese a partire, appunto, da ottobre.
Nel cedolino della pensione gli importi riferiti a questi benefici fiscali sono descritti con le voci:
“Somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo) – L. 207/2024”;
“Ulteriore detrazione – L. 207/2024”.
È, inoltre, presente la nota riportata di seguito: “Analogamente ai redditi di lavoro dipendente, sono stati applicati, per l’anno d’imposta 2026, anche ai redditi sostitutivi di lavoro dipendente i benefici previsti dall’art. 1, commi 4 e 6, della L. 207/2024, cioè la somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo), che non concorre a formare il reddito complessivo ai fini Irpef, per redditi di importo fino a 20.000 euro lordi annui o, in alternativa, l’ulteriore detrazione d’imposta per redditi fino a 40.000 euro lordi annui. In ogni caso, alla fine del periodo di imposta, sarà verificata a consuntivo l’effettiva spettanza delle misure erogate in relazione al reddito percepito nell’anno (art. 1, comma 7, L. 207/2024)”.
Con la mensilità di ottobre sono stati pagati anche gli arretrati del “bonus aggiuntivo” maturati dal 1° gennaio 2026.
Per l’ulteriore detrazione d’imposta, invece, il calcolo definitivo sarà effettuato con il conguaglio fiscale di fine anno.
Se nel corso del 2026 la prestazione di accompagnamento alla pensione è terminata ed è presente una pensione, il beneficio spettante per il periodo in cui la prestazione di accompagnamento alla pensione era in pagamento sarà corrisposto in un’unica soluzione sulla prestazione pensionistica.
Al termine dell’anno fiscale l’Inps, come sempre, verificherà il reddito complessivo effettivamente percepito, le ritenute erariali effettivamente pagate, le eventuali detrazioni di imposta applicate e calcolerà gli eventuali conguagli.
Per ogni ulteriore informazione l’Ente di previdenza rinvia gli interessati al messaggio Inps del 14 settembre 2026, n. 2829.
Assistenza fiscale: accredito o addebito dei conguagli derivanti dal modello 730/2026
Proseguono le attività con cui l’Inps abbina alla pensione i dati contabili trasmessi dall’Agenzia delle Entrate tramite i modelli 730-4, quando il pensionato/contribuente ha indicato l’Inps come sostituto d’imposta.
Sul rateo di ottobre l’Inps provvederà quindi a:
effettuare il rimborso dell’importo a credito del contribuente, nel caso in cui dalla dichiarazione dei redditi sia risultato un credito a favore del contribuente non pagato nei mesi precedenti;
applicare le trattenute, in caso di conguaglio a debito del contribuente.
Gli importi riconosciuti come rimborso e le somme trattenute come debito d’imposta sono riportati nel cedolino di pensione con voci distinte.
L’Istituto ricorda che, in caso di richiesta di rateazione per il versamento dei debiti d’imposta, se la dichiarazione dei redditi è pervenuta all’Inps dopo giugno 2026, non sarà possibile garantire il numero di rate scelto dal dichiarante.
I contribuenti che hanno indicato l’Inps quale sostituto d’imposta possono comunque verificare le risultanze della dichiarazione accedendo, con la propria identità digitale (Spid almeno di livello 2, Cie di livello 3, Cns o eIDas) al servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile anche nella app “Inps Mobile”.
Il contribuente ha inoltre la facoltà, entro il 10 ottobre e sotto la propria responsabilità, di chiedere al sostituto d’imposta a cui è stato inviato il modello 730-4, la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto Irpef e/o cedolare secca.
La richiesta all’Inps può essere trasmessa in via telematica accedendo al sito istituzionale con le modalità indicate sopra.

Curiosava tra le informazioni personali della Meloni
DIPENDENTE INPS RISCHIA PROCESSO
Rischia il processo la dipendente dell’Inps accusata di aver usato la sua posizione lavorativa per spiare Giorgia Meloni. L’accusa per la donna è di accesso abusivo a un sistema informatico: i fatti risalgono al 7 febbraio del 2025, quando per tre volte, tutte nello stesso giorno, ha aperto il fascicolo elettronico per consultare alcuni dati personali della presidente del Consiglio. Nessuna di queste volte, come specificato, era legata a motivi di servizio lavorativo: due volte, come è scritto nel capo d’imputazione, la dipendente ha consultato l’anagrafica e una terza ha controllato la posizione contributiva della presidente del Consiglio.
Ora, a più di un anno e mezzo, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio e la donna rischia di finire in tribunale. Secondo l’accusa, la dipendente ha usato le proprie credenziali di lavoro per curiosare tra le informazioni personali di Giorgia Meloni. Il reato di accesso abusivo a un sistema informatico sarebbe già sufficiente per un processo ma, nel caso specifico, c’è anche l’aggravante di aver agito nella veste di dipendente dell’Inps.

Carlo Pareto