Trentino Alto Adige

Perché ai Comuni di Trento e Rovereto è proibita la gratuità degli asili nido e l’accensione di mutui?

Di BelPatty86 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122838521
I loro patrimoni e il loro cash flow finanziario annuo sono di entità molto importanti!

 

La Provincia Autonoma di Trento (PAT) dispone nel 2025 di risorse finanziarie ben oltre i 6 miliardi di euro. Per il 2026 in questi giorni la PAT e il Consorzio delle Amministrazioni Locali (CAL) hanno raggiunto un accordo sulle risorse da distribuire ai 166 Comuni trentini, ben 50 in più dell’Alto Adige Sudtirol. Un’intesa assai discussa, che ha portato ad un voto di astensione di Trento, Rovereto, Arco e Riva del Garda. Questione non da poco, se contiamo che questi 4 Comuni fanno fanno poco meno di 200 mila abitanti, ovvero circa il 36% dell’intera popolazione della Provincia trentina. Aggiungo che questi 4 Comuni offrono servizi a moltissimi abitanti di Comuni loro vicini, in particolare chiaramente Trento e Rovereto: pensiamo alle scuole, alla sanità, alla mobilità, al trasporto pubblico, al commercio in genere. Tra questi importanti servizi vi sono anche gli asili nido, per i quali i due principali Comuni del Trentino avrebbero la giusta ambizione di poterli offrire gratuitamente a tutti i più piccoli residenti. Un obiettivo di grande valore sociale e pedagogico, stante il provato beneficio per tutti i bambini del vivere fin dai primi anni di vita un’esperienza di comunione di spazi e di impegno con dei loro coetanei. Lo ritengo un passaggio importante e una crescita’ nella qualità della vita offerta ad ogni nostra famiglia. Ma la PAT ha negato ai suddetti 4 Comuni le risorse necessarie. In particolare Trento e Rovereto si vedono cosi negata una loro propria competenza politico – amministrativa, stante che gli asili nido sono gestiti dai Comuni, istruttrici comprese. Evidentemente il tanto decantato valore dell’Autonomia viene tirato di qua e di la’ a seconda di interessi di parte (politico – elettorali?).
Ma questo e’ solo un esempio di come la nostra Autonomia Speciale viene mal gestita e tradita. Un altro capitolo incomprensibile e dannoso per le nostre comunità è il proibire ai Comuni di Trento e Rovereto di tornare a ricorrere a mutui. Il patrimonio e le risorse disponibili annualmente dei due Comuni, anche al netto dei trasferimenti della PAT, sono di entità molto significative. Questo per capire come i due stessi Comuni avrebbero significative possibilità di accendere serenamente a finanziamenti bancari per i loro investimenti e le loro spese correnti ritenute fondamentali per far crescere la qualità della vita della loro comunità. Ma la PAT persegue una visione miope e poco lungimirante, negando a Trento e Rovereto questa possibilità. Da già Assessore comunale anche alle Finanze, desidero qui ricordare che in passato questa opportunità c’era. Fu preziosa pure nel quinquennio 2005 / 10, pur in presenza di un Patto di Stabilità assai rigoroso e in assenza dei fondi del PNRR, con i mutui si fu in grado di portare a termine importanti investimenti per la città: cito solo Casa Depero, le scuole elementari “Filzi”, il centro 0 – 6 anni di Noriglio, le scuole medie “Negrelli”, il riavvio del cantiere del Teatro “Zandonai” con ben 20 milioni di euro lì investiti che permisero la sua riapertura nel 2012, e molte altre opere.
L’amministrare e il programmare opere attese con il solo cappello in mano verso Piazza Dante, ovvero verso la Provincia, è avvilente, se non offensivo e certamente penalizzante verso i Comuni più virtuosi. Questa non è vera Politica, è solo voler umiliare in questo caso i due Sindaci Franco Ianeselli e Giulia Robol e le loro due importanti comunità.

 

Paolo Farinati
Consigliere comunale di Rovereto del PDT – PSI