Cultura

Pesaro Capitale della Cultura 2024 riscopre Salvatore Di Giacomo

L’incontro tra Emir Sokolovic e Paolo M. Rocco

 

Pesaro Capitale della Cultura 2024 ha celebrato i novant’anni della morte di Salvatore di Giacomo, tra i maggiori autori napoletani tra XIX e XX secolo. A cura di Paolo Maria Rocco i racconti fantastici di Di Giacomo sono per così dire tornati alla luce dopo più di un secolo, finalmente ripubblicati nella edizione filologica della Editrice Robin.
«Ho riunito per la prima volta in volume i quattordici racconti reperiti nelle versioni originali e inedite in diverse Biblioteche universitarie italiane -spiega il curatore-: sono felice che ora queste straordinarie novelle del mistero siano di nuovo accessibili al grande pubblico, e di riportare l’attenzione su questo grande autore che ho colto in un momento essenziale della sua eclettica creatività di artista e di intellettuale a tutto tondo».
Forse non è stata casuale la scelta degli organizzatori di “Incontri capitali” di presentare il libro attraverso l’incontro tra Paolo Maria Rocco e Emir Sokolovic poeta e drammaturgo bosniaco. Un dialogo interculturale, quello dell’altra sera presso la Biblioteca San Giovanni di Pesaro, come lo furono gli interessi di questo scrittore straordinario che contribuì non poco, insieme con l’amico-avversario Benedetto Croce, a sprovincializzare la cultura napoletana e non soltanto quella. I racconti del Napoletano sono ambientati tutti nell’Europa del Nord, in particolare in Germania e in Olanda, ad eccezione di “L’amico Richter” che si svolge a Napoli. Un dialogo, ancora, tenuto insieme dal filo rosso che ha intrecciato le traiettorie critiche e creative di Rocco e di Sokolovic, e che ha trovato limpida espressione nelle parole dell’intellettuale bosniaco: «Il caso non esiste; c’è solo l’impossibilità per noi di comprendere le leggi secondo le quali qualcosa accade».
L’incontro pesarese, fortemente voluto dal sindaco Matteo Ricci, ha offerto l’occasione, inoltre, per seguire lo sviluppo della ricerca dei due già affermati autori che per Pesaro Capitale della Cultura hanno presentato anche le loro più recenti opere, la raccolta poetica “Essendo inadeguata ogni parola”, Antipodes edizioni, e il dramma con testo a fronte bosniaco-italiano “Tonsko ukletstvo/La maledizione del tono”, Planjax Komerc.
«Il libro che ho dedicato a Di Giacomo presenta i quattordici racconti del genere fantastico che il grande poeta, novelliere e drammaturgo napoletano ha cominciato a pubblicare nel 1879 come racconti d’appendice in quotidiani dell’epoca, campani, torinesi, romani, fiorentini, Corriere del Mattino, Corriere di Napoli, Gazzetta Letteraria, Il Fanfulla, Cronaca Rosa, e altri -ha detto Paolo Maria Rocco-. Ho reperito i racconti, nelle loro versioni originali e inedite, in diverse Biblioteche universitarie italiane. Di Giacomo ha scritto e pubblicato racconti dell’orrore, di fantasmi, del soprannaturale nell’arco di quattordici anni, fino al 1890, continuando attraverso il genere fantastico a denunciare le degenerazioni culturali e politiche del sistema sociale a lui contemporaneo, la crisi d’identità dell’uomo, e dando voce alla ricerca di risposte a fronte di una “malattia sociale” che è fonte della nevrosi dell’individuo. Come faceva anche negli articoli di cronaca nei quali metteva spesso in evidenza l’asservimento delle istituzioni pubbliche all’accumulo di potere da parte di settori di borghesia spregiudicata, tra corruzione e malaffare. Così il ‘fantastico’ di Salvatore Di Giacomo irrompe nella realtà ed egli sceglie di volta in volta dentro il genere la struttura più consona ai suoi obiettivi: il “fantastico puro” nel quale l’elemento irrazionale e misterioso non viene spiegato, non trova il suo scioglimento, lasciando il Lettore di fronte ad accadimenti non comprensibili razionalmente, e il “fantastico strano” nel quale l’elemento perturbante trova una spiegazione razionale nonostante episodi e personaggi conservino elementi del mistero. il titolo “Pfeifer und Pocal” che ho dato al libro, è quello scelto dallo scrittore napoletano che nel 1893 pubblicò sei racconti, tra i quattordici già apparsi nei quotidiani, per l’editore Bideri che li dette alle stampe con il titolo “Pipa e Boccale”, in contrasto con le intenzioni dichiarate da Di Giacomo nell’introduzione».

Rocco ha poi evidenziato le innovazioni apportate da Di Giacomo al genere fantastico e le relazioni dei racconti con i contenuti dell’esperienza esistenziale del grande autore, rivelando una macchia nel lungo rapporto di amicizia e di collaborazione tra il napoletano e Croce, che si produsse quando nel 1924 il filosofo fu all’origine di un atto di ostracismo da parte del Senato nei confronti di Salvatore Di Giacomo, che Rocco ha testimoniato con documenti dell’Archivio storico del Senato della Repubblica italiana.

Emir Sokolovic ha parlato del suo teatro di pensiero, tema di non semplice argomentazione che l’interprete Eleonora Bernardi ha saputo rendere con chiarezza. «”Tonsko ukletstvo/La maledizione del tono” è il secondo testo drammatico sotto forma di “teatro di riflessione” che ho scritto. È stato emozionante davanti al pubblico italiano, nell’ambito del prestigioso evento Pesaro Capitale della Cultura italiana 2024 – Incontri capitali, parlare di creatività e della mia opera -mi dice-. Ma parlare di creazione ha senso solo se e quando comprendiamo che è un privilegio occuparsi di ciò di cui nessuno ha bisogno: è un prerequisito per ogni libertà. Ecco perché nel mio libro ho trattato il mito e l’episodio dell’uscita di Orfeo ed Euridice dall’Ade. La dualità dei personaggi, Orfeo-Monk-Monaco, Euridice-Sibilla, conferisce una doppia dimensione ad ogni personaggio. È una grande sfida per il lettore. Ogni lettore viene fornito di un tema di base e di un testo drammatico classico, chiuso, con tutti gli elementi. Ma il lettore ha anche una cornice costruita con gli elementi del dramma ellenico, il che amplifica la dimensione del testo drammatico».
Nell’incontro Sokolovic ha insistito sulla natura di autentica espressione della realtà, posseduta dal mito, una convinzione che lo ha portato ad approssimarsi al teatro per farne l’incarnazione dell’idea. Nella vicenda di Orfeo che Sokolovic reinventa nel suo libro che ha avuto come revisori Domenico Pisana e Paolo M. Rocco, la musica costituisce la dimensione reale e mitica, emotiva, del dramma. «Sono felice di aver accompagnato il testo con una presentazione powerpoint, durante l’incontro di Pesaro Capitale -conclude Sokolovic-: ho voluto che i suoi elementi emergessero in quanto pensieri autonomi dal libro che rappresentano». Sokolovic ha poi presentato il libro di poesie di Paolo M. Rocco “Essendo inadeguata ogni parola” del quale ha sottolineato la qualità estetica e stilistica caratterizzata dalla ricerca sulla funzione del lirismo della parola poetica, che esprime la relazione tra l’esperienza vissuta dal singolo e quella vissuta dalla generalità degli individui, e ci consente di ricostruire dall’interno della coscienza le motivazioni dell’agire nei confronti di se stessi, dell’altro, del mondo. In ciò consiste l’originalità della poesia di Rocco che, attraverso l’emersione di quanto, idee, Spirito, materia, preesiste al linguaggio, è esperienza di ricostruzione del mondo perché ci si possa tornare a vivere.

 

al levarsi nell’animo dei sensi
un ordine d’idee concerti e pensi
che stan venendo a te gli spazi
aperti, immensi: il ritrovarsi
innanzi a una materia viva
che si forma da un turbine d’impulsi
detta di cauti gesti l’esigenza
che non s’alteri la via di lingua
e di sembianza…

 

«Voglio credere -ha infine detto Emir Sokolovic- che questa sera i partecipanti al nostro incontro si siano interessati così tanto da incoraggiarci a riproporlo in altre città italiane».

 

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«Salvatore Di Giacomo – Pfeifer und Pocal e altri otto racconti fantastici», a cura di Paolo M. Rocco, Editrice Robin, Biblioteca del Vascello, maggio 2024.

Emir Sokolovic, «Tonsko ukletstvo/La maledizione del tono», Planjax Komerc, 2023.

Paolo M. Rocco, «Essendo inadeguata ogni parola», Antipodes edizioni, 2023.