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Piazza Armerina ha un sindaco socialista. Filippo Miroddi: «Premiate le nostre idee e la nostra lealtà»

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Piazza Armerina ha un sindaco, un socialista. Si chiama Filippo Miroddi, è un medico psichiatra di 56 anni che ha guidato una coalizione di liste civiche ottenendo una vittoria schiacciante con il 62 per cento delle preferenze. Un segnale forte che premia l’impegno e la capacità politica del candidato socialista che è riuscito a sconfiggere la compatta e agguerrita coalizione di centrodestra che sosteneva il candidato Maurizio Prestifilippo appoggiata, a sorpresa per il ballottaggio, anche dal “Megafono” del presidente Rosario Crocetta. Una vittoria che ha «premiato la correttezza, sia nel proporre il nostro programma nella campagna elettorale sia nella fede che abbiamo tenuto agli impegni presi verso i candidati della nostra lista». Vittoria piena nonostante la “strana opposizione” Crocetta-centrodestra al ballottaggio che ha incassato un risultato modesto, segno che i cittadini del Comune ennese hanno premiato la serietà dimostrata dal sindaco socialista.

Sindaco, una vittoria socialista per Piazza Armerina. Cosa hanno premito i cittadini?

Secondo me hanno premiato la correttezza, sia nel proporre il nostro programma nella campagna elettorale sia nella fede che abbiamo tenuto agli impegni presi verso i candidati della nostra lista. Abbiamo scelto di non apparentarci con nessuno: riteniamo questa pratica poco democratica perché non favorisce una sana alternanza tra le forze politiche e, soprattutto, non conveniente nella fase post-elettorale, sia dal punto di vista delle forze politiche che dell’interesse dei cittadini. Se avessimo accettato l’apparentamento con chicchessia, e tantomeno con il presidente della Regione, avremmo dovuto acconsentire a ridurre i consiglieri eletti nelle nostre liste: una decisione inammissibile per noi, per la nostra cultura di impegno e rispetto che, oltretutto, non avrebbe reso giustizia al lavoro incredibile fatto da quelle ragazze e quei ragazzi che hanno creduto in questa alleanza e nella mia candidatura. Anche per questo gli elettori ci hanno premiato, hanno premiato la lealtà perché hanno capito che chi non abbandona la propria squadra e prosegue sul cammino della coerenza, non abbandona i cittadini.

Perché il presidente Crocetta ha scelto, addirittura, di appoggiare il centrodestra?

Credo che non abbia avuto il coraggio di imporre una candidatura degli aderenti alla propria lista con il centrosinistra, appoggiando, nel secondo turno, un centrodestra estremo. Il problema risiede nella maniera in cui si sente e si vive la battaglia politica: secondo me prerequisito fondamentale è proprio quello di sentire l’appartenenza. Noi siamo assolutamente socialisti e sentiamo di esserlo. C’è, invece, chi si rappresenta come comunista o icona antimafia, ma alla fine si sente più che altro presidente della Regione.

Ci sono anche ragioni più eminentemente politiche?

Penso di sì. La scelta di Crocetta, pur frutto di un’inclinazione personale, affonda le sue radici in una lotta intestina all’interno del Pd. Tutto è nato dalla contrapposizione tra l’ex sindaco e il Megafono. Ora, il nostro compito sarà anche quello di lavorare affinché si possa iniziare a consolidare un’alleanza di tutto il centrosinistra per le prossime elezioni.

Cosa significa la vittoria di un sindaco socialista per Piazza Armerina?

Piazza Armerina, con la vittoria socialista, ha dimostrato di essere all’avanguardia, il primo paese ad aver percepito chiaramente che non si può più cambiare in continuazione simboli, programmi, linea. È necessario, pur calibrando l’azione rispetto alle necessità del presente, riscoprire le proprie radici, riaffermare la propria identità. Dire alla gente: “noi siamo questo e su questa strada cammineremo”. La confusione generata dagli stravolgimenti repentini della società lascia spaesati e il “grillismo” non ha fatto altro che confondere ancora di più accomunando tutti sotto la bandiera del “tutti uguali”. Una deriva pericolosa rispetto alla quale Piazza Armerina dimostra di aver sviluppato i giusti anticorpi capendo che gli ideali sono il motore che porta ad appartenere ad un gruppo politico e questa è la prima garanzia delle scelte che si faranno. Ognuno di noi, singolo o gruppo, ha una mappa del mondo, un modo vedere le cose e di “sentire” che fa la differenza.

Quali sono ora le gradi sfide che dovrà affrontare?

La più grande è quella di ricompattare il centrosinistra e di riportare Piazza Armerina dove era ai vecchi tempi, rimodulando l’afflusso turistico. Vogliamo che la nostra città possa diventare non più un semplice passaggio, ma la meta di una turismo stabile che venga ad ammirare le bellezze incredibili della nostra terra. Tutto questo con un sogno, che va al di là dei confini del nostro comune: con l’esempio che i socialisti sapranno dare vogliamo riportare la gente a riavvicinarsi e ad amare la politica.

Roberto Capocelli