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A Pomezia i bambini imparano subito chi è ricco

Mense-dolce-cinquestelle

Mense-dolce-cinquestelleE’ diventato ormai un caso quello del sindaco di Pomezia, Fabio Fucci (M5S), che ha proposto un doppio menu nelle mense scolastiche del comune, uno comprensivo di dolce e l’altro che si ferma al secondo piatto.
A destare scalpore è il fatto che riguarda il cibo e i bambini che si ritroveranno così a imparare sin da piccoli la lezione di essere discriminati per il loro censo.
Eppure il primo cittadino di Pomezia trova la situazione irrilevante: “La polemica sul doppio menù è solo elettorale. È stata una decisione presa con i rappresentanti dei genitori. Noi aiuteremo chi ha più bisogno, come già facciamo oggi- ha puntualizzato Fabio Fucci – È stata una decisione presa insieme con le rappresentanze dei genitori e del bando se ne parla da mesi”.
Malgrado la difesa di Fucci, Marco Di Lello, capogruppo del Psi a Montecitorio, ha presentato un’interrogazione al ministro della Pubblica Istruzione, sottolinenado come la scelta sia “sbagliata sotto tutti i punti di vista”.
“Fermo restando – afferma l’esponente socialista – il principio di autonomia nella istruzione pubblica, ci chiediamo se non si ritenga ampiamente negato il rispetto dei principi basilari della nostra Carta costituzionale in tema di eguaglianza dei diritti”.
Rimettendo al centro il problema della discriminazione anche nei riguardi dei bambini e ricordando il caso di Adro:
“Per risparmiare 40 centesimi, tanta è la differenza tra un pasto e l’altro, il Sindaco ha infatti introdotto una discriminazione odiosa e perfino impartito una lezione diseducativa dal punto di vista alimentare. L’unico parallelo possibile è con il Sindaco leghista di Adro, che per risparmiare decise che i bambini che non pagavano la retta potevano anche digiunare”.
Insomma, un tipo di amministrazione che umilia la condizione dei meno abbienti, specie se bambini:
“Con la Lega ieri e il M5S oggi, abbiamo insomma due fulgidi esempi di amministrazione forse sana dal punto di vista ragionieristico, ma certamente disumana sotto il profilo civile, due facce della stessa medaglia”.

Nonostante la voglia del Sindaco di “tirare dritto” sulla sua decisione, l’idea non è piaciuta nemmeno al governatore della Regione Lazio:
“L’articolo 3 della Costituzione della Repubblica ci dà il compito di rimuovere gli ostacoli affinché siano salvaguardati i principi di uguaglianza – ha dichiarato Nicola Zingaretti – avere un tavolo con 3 bambini di cui due hanno il dolce ed uno no, perché il papà non ha i soldi per pagare una retta piena, penso che sia una cosa barbara. Non conosco ora i sostegni giuridici, la delibera, io parlo di etica e rispetto di principi elementari di uguaglianza”.
In sostanza questa “mensa a cinque stelle” con doppio binario non solo non piace a nessuno, ma rischia soltanto di allargare le differenze sociali, anche all’interno di un istituto come la scuola da sempre chiamato a creare integrazione.

Maria Teresa Olivieri