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PROPAGANDA DI GOVERNO

Maraio: “Ci sono strumenti per bloccare delinquenti ma il Governo li vuole in piazza”

“Chi protesta contro le Olimpiadi è fuori dalla realtà. Chi lo fa violando le regole civili è un delinquente. Non servono nuove leggi o decreti: gli strumenti per fermarli esistono già”. Lo dice Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi.
“La destra però – spiega – preferisce lasciarli in piazza, perché così rafforza la propria narrazione politica. E’ narrazione utile al Governo, non regge. Si passi dalla propaganda all’azione”.

 

 

Proseguono le polemiche dopo gli scontri di piazza che sono finiti “sulle televisioni di mezzo mondo”. Dopo averle viste anche sui canali americani, Giorgia Meloni affida ai social, a tarda notte, tutta la sua “indignazione”, un concetto che va ripetendo da giorni. Perché davanti a una vetrina internazionale così importante “gli sforzi di migliaia” di persone, spesso “volontari”, rischiano di essere “vanificati” da “bande di delinquenti” che si sono rivisti in azione “a Milano contro i Giochi” e pure a Bologna dove sono stati tranciati i cavi della ferrovia. “Nemici dell’Italia”, taglia corto la premier mentre per Guido Crosetto con certe decisioni, come quella di scarcerare “quei gentili ragazzi di Torino”, gli agenti “prima vengono presi a calci dai violenti e poi dallo stato”, ma quello “con la s minuscola”. Solo un modo per nascondere che “sulla sicurezza il governo ha fallito” ripetono le opposizioni, che respingono la lettura dei partiti del centrodestra sulla mancata “condanna” degli episodi di violenza. A chiamare però in causa direttamente Elly Schlein e Giuseppe Conte è il capogruppo di FdI alla Camera: “I soliti noti tornano devastando città e aggredendo le Forze dell’Ordine” mentre “il mondo si complimenta con l’Italia” per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina, con un “danno di immagine ma anche economico” per “tutta la nazione”, dice Galeazzo Bignami chiedendo a “tutte le forze politiche senza ambiguità e distinguo” di isolare i violenti, aspettandosi una condanna esplicita. “E’ ripartita la litania per distrarre l’opinione pubblica”, liquida la provocazione il leader M5s, sottolineando che il Movimento ha sempre condannato “gli aggressori di ogni colore politico”. Ora “siete voi al governo”, insiste ricordando che “quando eravate all’opposizione chiedevate le dimissioni dei ministri a ogni disordine” mentre ora “le falle su sicurezza e ordine pubblico non vi riguardano”. Dello stesso tenore la risposta dem: “Chi governa non può limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri. deve garantire risultati”, attaccano i capigruppo di Camera, Senato e Parlamento europeo, aggiungendo di non “accettare lezioni da chi usa la sicurezza come bandiera politica”.

Nel mirino anche il nuovo pacchetto, approvato in Consiglio dei ministri giovedì scorso, su cui già le opposizioni promettono battaglia. I testi non sarebbero ancora arrivati al Quirinale: il decreto legge sarebbe infatti ancora in attesa di bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato, che deve ancora mettere il sigillo delle coperture al decreto Pnrr approvato la settimana precedente (quest’ultimo dovrebbe essere poi assegnato alla Camera, mentre il decreto sicurezza al Senato).