La baraonda sulla legge elettorale continua, il che mi convince sempre più che esiste una pervicace e precisa volontà politica di ridurre la democrazia e la partecipazione dei cittadini nelle scelte fondamentali della repubblica. La legge elettorale, volendo, può diventare lo strumento più efficace al raggiungimento degli obbiettivi tesi verso l’autoritarismo e soprattutto al mantenimento del potere, di ridurre al minimo le voci del dissenso e dell’opposizione alla classe dirigente e al potere dominante. Questo è quanto sta accadendo nel parlamento italiano, un Parlamento di nominati, pertanto ricattabili e quindi, secondo il mio modesto parere, inaffidabili a predisporre una nuova e soprattutto buona e democratica legge elettorale che chiuda con un passato buio e triste dell’ultimo ventennio. I diversi capi partito propongono bozze di legge sempre più aderenti alle necessità del proprio partito,incuranti del bisogno di una legge elettorale che elegga un parlamento rappresentativo di tutte le istanze e delle rappresentanze politiche e partitiche presenti nella società italiana, senza gli attuali assurdi sbarramenti per l’accesso al riparto dei seggi in parlamento.
Una legge semplice che si può così illustrare: 1^ turno — proporzionale puro con un possibile sbarramento del 1% e preferenza. Qualora una forza politica raggiunge un risultato del 50% può beneficiare di un ulteriore premio del 2% garantendo, così, la governabilità. Il restante 48% dei voti va diviso in parti proporzionali tra tutti i partiti che hanno superato la soglia prevista del 1%, garantendo, così, la presenza in parlamento di tutte le espressioni politiche e partitiche. 2^ turno — In caso che nessun partito presente nelle liste elettorali non raggiunga la soglia del 50%, vanno al ballottaggio solo le prime tre forze politiche che hanno raggiunto i migliori risultati nella competizione elettorale. Al partito o all’eventuale aggregazione politica che avrà ottenuto il migliore risultato verrà assegnato il 52% dei seggi in parlamento, garantendo di fatto la governabilità. Il 48% dei seggi verrà ridistribuito proporzionalmente tra i partiti perdenti incluse le due forze politiche presenti al ballottaggio. Con questo sistema elettorale semplice ed estremamente democratico si garantisce la più ampia presenza politica e partitica in parlamento e contestualmente la garanzia e la certezza della governabilità del paese e di un equilibrio più corretto per l’elezione del presidente della repubblica, dei giudici della corte costituzionale e di altri alti poteri dello stato.
Giuseppe F. Marinig
(Direttivo provinciale P.S.I. Udine)