Il Ninfeo di Villa Giulia giovedi’ 5 luglio vedrà la consueta premiazione del vincitore del riconoscimento che ogni anno decreta il libro più bello dell’anno: il Premio Strega. Dal 1986 la competizione letteraria che porta il nome di uno dei liquori più buoni d’Italia insignisce autori ed opere che, sottoposti ad una votazione, devono riuscire a colpire i giurati. E nella giornata di ieri è stata resa nota la cinquina di libri che si sono aggiudicati più voti e, in prima posizione con 92 voti, si è imposto Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi edito da Ponte alle Grazie, superando anche il nuovo libro di Gianfranco Carofiglio: Il silenzio dell’onda edito da Rizzoli.
“QUALCOSA DI SCRITTO” IN POLE POSITION – Il libro racconta la storia della passione di un giovane e ambizioso Emanuele Trevi per P.P.P.. Lo scrittore ha trascorso un periodo, intorno al 1994, presso il Fondo Pier Paolo Pasolini con l’intento di ricostruire in un libro un unico discorso inedito spiegato attraverso le interviste rilasciate dal grande intellettuale. Emanuele Trevi, da quel momento, legherà indissolubilmente la propria vita alle parole di Pasolini. Qualcosa di scritto è una storia tra autobiografia e un romanzo che prende in esame, attraverso una moltitudine di stili e modi narrativi – saltando dalla saggistica al memoir – “qualcosa di scritto” dal grande Pasolini, ma anche qualcosa di dipinto, di sceneggiato o solamente pensato.
IL FASCINO DI “PETROLIO” DI PASOLINI – La riflessione che si irradia nelle pagine del libro di Trevi, che ha raccolto ben 92 voti, si sofferma intorno all’ultima “cosa scritta” di Pasolini, il romanzo Petrolio, incompleto e pubblicato postumo. Quel romanzo che lo stesso Trevi ha definito quale “una performance definitiva” che osserva lo sviluppo e la conclusiva fine della trama dell’opera e della stessa vita. Come se Pasolini avesse fiutato la propria morte o l’incompletezza di Petrolio trovandovi un’unica e solenne finitezza ciclica. Se Trevi ha raccolto il numero più alto di voti con la sua opera dedicata al grande e controverso intellettuale assassinato nel 1975, Carofiglio ne Il silenzio delle Onde racconta la storia di un agente segreto sotto copertura che si confida con uno psichiatra dal quale si reca ogni lunedì e il giovedì, ormai da mesi.
CAROFIGLIO AL PREMIO STREGA – Il personaggio raccontato da Carofiglio noto scrittore, magistrato e politico, è Roberto Marías un uomo ubriacato e travolto da una vita all’insegna dei ricordi d’infanzia quando con suo padre affrontava le onde, e di maturità: la sua vita pericolosa da agente segreto. Il romanzo è ambientato a Roma, che si veste delle parole del dottore. La città eterna si mostra a Roberto nelle sue lunghe passeggiate. Solo quando incontrerà Emma riuscirà a riemergere dalla propria condizione psicologica nella quale è sprofondato. Una storia di profonda riflessione che analizza il rapporto tra i padri e i figli: come Giacomo il bambino undicenne di Roberto che garantirà la rinascita del padre chiedendogli consiglio e aiuto su come affrontare i suoi incubi.