Esteri

La regina Elisabetta incontrerà lo storico nemico McGuinness

La regina Elisabetta incontrerà lo storico nemico McGuinness

Si dovranno dare la mano. Lei, Elisabetta, Sua Maestà la regina di Inghilterra e lui, Martin McGuinness, ex comandante di una delle più temute unità dell’Ira, l’Esercito repubblicano Irlandese, oggi vice primo ministro del governo dell’Irlanda del Nord. Non è un incontro da tutti i giorni quello che si terrà nel pomeriggio al Lyric Theatre di Belfast. L’evento è stato organizzato dall’organizzazione caritatevole “Co-Operation Ireland”, che lavora per sanare le ferite che, in anni di guerra, hanno diviso le due comunità dell’Ulster: quella cattolico-repubblicana da un lato e quella protestante-lealista dall’altro. Ferite che spesso sono ancor lì a bruciare: solo qualche anno fa, una ricerca dell’Università di Belfast accertò che, già a pochi anni, i bambini nordirlandesi categorizzavano i loro coetanei in “noi” e “loro” e, nonostante molti di loro fossero nati dopo la fine delle ostilità, con la firma del “Trattato del Venerdì Santo” del 1998, le scuole interconfessionali fossero meno del 5%.

LE MURA DELLA PACE – Tra le ferite che rimangono, una delle più visibili per chiunque arrivi a Belfast, sono quelle che chiamano “Peace wall”, le mura della pace: un eufemismo per definire le alte barriere di cemento, dotate di portelloni di acciaio chiusi di notte, che ancora dividono i quartieri della città, separando le due comunità. Certo, nonostante l’esistenza di sparuti gruppi dissidenti come il “Real Ira”, responsabili di uno dei più sanguinosi massacri della storia nordirlandese,  i tempi in cui le strade di Belfast bruciavano ogni giorno, e le bombe scoppiavano nei pub, sembrano ormai lontani. Ma la stretta di mano fra la Regina e McGuinness davvero assume un significato simbolico importante e potrebbe rappresentare l’occasione per far calare definitivamente il sipario su un conflitto, quello fra lo Stato Inglese e l’Ira, lungo più di quarant’anni.

CORREVA L’ANNO 1969  – Era il 14 agosto del 1969 quando le truppe inglesi giunsero in Ulster per porre fine alle crescenti tensioni fra le due comunità con quella che fu definita, all’inizio, come “un’operazione limitata”. Ci rimasero per molti anni quelle truppe, costruirono bunker di cemento armato, molti furono uccisi e uccisero. Tutto iniziò proprio dalla città di Martin McGuinness, che ancora oggi rappresenta un simbolo della disputa: al nominarla si può capire subito a quale comunità appartenga un nordirlandese. Semplicemente “Derry” per i repubblicani e categoricamente “Londonderry” per i lealisti. Per questo sarà forse difficile per McGuinness essere introdotto come “Sir Martin di Londonderry”. «Tenderemo la mano della pace e della riconciliazione alla regina Elisabetta che rappresenta centinaia di migliaia di unionisti protestanti», ha commentato McGuinness, aggiungendo che incontrare la Regina «significa anche dimostrare agli unionisti che noi siamo pronti a rispettare ciò in cui loro credono, anche se resteremo sempre dei repubblicani irlandesi». E sarà forse difficile per Elisabetta stringere la mano ad un ex comandante di quell’organizzazione che le ha portato via il cugino, Lord Louis Mountbatten, ucciso nel 1979 da una bomba dell’Ira. Sarà difficile ma necessario, come la pace.

Roberto Capocelli