Ogni due giorni una donna viene uccisa da un uomo. 46 le vittime solo nel mese di gennaio. Solo 22 anni fa in Italia viene abolito il delitto d’onore. Non so cosa spinga gli uomini a questa crudeltà, non so quanto le lacune culturali influiscano e quanto invece si tratti solo di questioni di grave devianza mentale. Non so perché molto spesso le stesse vittime, quando vengono picchiate, difendano quell’uomo che le odia così tanto, addossandosi colpe inesistenti pur di assolvere quel carnefice.
Non ho mai accettato quel modo di fare tipico di molte donne tendente al vittimismo verso una società che non le riconosce, ma la violenza è altra cosa, la violenza uccide senza scrupoli, la violenza è quella prova di forza, di possesso che non lascia scampo.
Quel tipo di uomini, senza alcuna intenzione di paragonare la maggioranza umana con quella minoranza animale, considera la donna non come essere umano ma semplicemente come oggetto. Oggetto da usare, da cui pretendere senza dare, oggetto per sfogare brutalità, odio, rabbia.
Sto scrivendo questo pezzo dopo aver letto le ultime statistiche in merito alla violenza e omicidi di donne in Italia. Mi sono incazzata perchè i numeri che ne emergono sono altissimi, le informazioni in merito pochissime, le tutele per chi sopravvive ai soprusi assolutamente insufficienti.
Quella cosa chiamata donna è un essere umano, quell’umano chiamato uomo è troppo spesso il nulla della società. Un nulla che ferisce, che fa male, che a volte uccide.