- Un giornalista con la sua esperienza dovrebbe sapere che esistono frequentazioni dalle quali non basta prendere le distanze
Sigfrido Ranucci ha subito fatti gravissimi, fino all’attentato con l’esplosivo sotto casa, e su questo la solidarietà non può essere messa in discussione. Ma proprio la gravità di quanto accaduto impone attenzione alle parole, ai rapporti e alle persone che finiscono intorno alla sua vicenda.
E c’è una domanda che torna con una certa insistenza: perché Ranucci è così lento nel prendere le distanze da persone e situazioni che finiscono per complicargli la vita?
Con Valter Lavitola, soprattutto dopo un fatto enorme come l’attentato, avrebbe potuto — e forse dovuto — essere netto immediatamente, sgombrando il campo da qualsiasi possibile equivoco sul ruolo e sulla presenza di Lavitola nella narrazione di quei giorni. Senza naturalmente stabilire collegamenti tra vicende diverse che spetta agli investigatori accertare.
Oggi, davanti al libro di Maria Rosaria Boccia, dovrebbe bastare un nanosecondo per chiarire una cosa semplicissima: Boccia può naturalmente scrivere ciò che vuole, ma non è la biografa, l’analista o l’interprete autorizzata di Ranucci. Prenda le distanza da una modesta operazione editoriale.
Il punto non è Boccia. Il punto è Ranucci.
Un giornalista con la sua esperienza dovrebbe sapere che esistono frequentazioni dalle quali non basta prendere le distanze: bisogna farlo subito. Perché ogni ora di silenzio alimenta interpretazioni, retroscena, ambiguità.
E allora la domanda è inevitabile: perché queste lentezze? Perché aspettare che il caso esploda prima di tracciare un confine che dovrebbe essere evidente dall’inizio?
Ranucci sa riconoscere le zone grigie del potere meglio di quasi tutti. Dovrebbe essere altrettanto rapido nel riconoscere quelle che si formano intorno a lui.
A volte per proteggere la propria credibilità non serve un’inchiesta. Basta una distanza. Presa in tempo.
Domande e risposte
Chi è Sigfrido Ranucci?
Sigfrido Ranucci è un giornalista, autore e conduttore televisivo italiano, nato a Roma nel 1961. In Rai dagli anni Novanta e nel corso della sua carriera si è occupato soprattutto di giornalismo investigativo, realizzando inchieste su criminalità organizzata, traffico illecito di rifiuti, diritti umani e altri temi di interesse pubblico