Locchiodelbue

Renzi e la Cinquetti

Che io ricordi è il primo caso di un presidente del Consiglio che si presenta alle Camere parlando a braccio. E con un linguaggio così poco istituzionale. Tra racconti della vicenda di un certo Lorenzo e la citazione di Gigliola Cinquetti, Matteo Renzi si conferma prodotto dei nostri tempi, tra Twitter e Tv sorrisi e canzoni. Più ancora di Berlusconi ne interpreta il sentimento. Una volta si citava Marx, poi Darendhorf, e anche Keynes, adesso siamo tra Jo Condor e una battuta sui cinquestelle. Bisogna però capire perché questo avviene. Avvertire la solennità del Senato o quella di Montecitorio non è un obbligo. Una volta un premier non meno popolare di Matteo minacciò di portarci i suoi manipoli a bivaccare. Resta il fatto che adesso come allora la classe dirigente era in profonda crisi e mai così disistimata dalla pubblica opinione. Per questo Renzi, così fuori dalle righe, può rappresentare una provocazione popolare. Sfidare le convenzioni aiuta a farsi recepire come diverso. Poi si passerà alle cose concrete e allora il Matteo verrà giudicato sui fatti e non sulle forme. E dovrà confessare di avere l’età, come la Cinquetti solo qualche mese dopo…