Neo diplomati in cerca di qualche soldino per le vacanze? Ragazzi di belle speranze che vogliono arrotondare dandosi da fare? Sono mille i lavoretti estivi che richiedono specializzazioni più o meno elevate. Si va dal traslocatore improvvisato al gelataio, al dog sitter, a chi porta la spesa in casa o consegna la cena take away. La piattaforma #Taskhunter (tutta italiana) si basa –semplicemente – sulla geo localizzazione e permette, a chi ne ha bisogno, di scegliere a quale studente affidare una determinata mansione in un determinato ambito territoriale. Una breve scheda sulla persona per eliminare la situazione di estraneità che i social network spesso impongono.
Il pagamento del servizio avviene attraverso la collaudata piattaforma già utilizzata da Facebook e Twitter, ossia #Stripe.
La commissione che la società tiene per sé equivale al 20% del corrispettivo riconosciuto. La differenza tra il pescare tra annunci on line e usare la App sta nella garanzia che l’organizzazione assicura mettendoci, in qualche modo, la faccia. Niente più bacheche con i volantini di carta e i numeretti da strappare, ma i #social come motori della nostra vita.
Bisognerà vedere come reagiranno i tanto vituperati ‘bamboccioni’ italiani. C’è – sicuramente- bisogno di un’elasticità mentale per ora molto sviluppata solo nei Paesi anglosassoni e nel nord Europa, dove i ragazzi sono abituati in un certo senso ad ‘arrangiarsi’. Comprendere che non è disonorevole lavorare per studiare e lavorare mentre si studia. Un sistema culturale più aperto, dove apprendere a camminare con le proprie gambe: certamente questa applicazione non è la panacea contro la disoccupazione giovanile, ma permette, almeno, di riempire – monetizzandolo – il tempo vuoto delle vacanze.
Alessia Chinellato