Moda, Costume e Satira

Rigorosamente Armani

Rigorosamente Armani

Non è poi così vero che la moda non rispecchi i tempi, anzi ultimamente più che precorrerli ne è la cartina tornasole. Nella fase che mai avremmo pensato di dover nuovamente affrontare, tra acuti di spread e precipizi di borse, Giorgio Armani, che ha chiuso il 2011 con una crescita economica a doppia cifra, ritrova il senso del rigore mettendo insieme romanticismo e comodità.

Un’estasi estetica costruita sulle giacche che danno una nuova forma alla figura umana, enfatizzando i punti forti e annullando quelli deboli.
Di dimensione un po’ ridotte, rispetto alla tradizione, evidenziano in modo naturale le spalle e il punto vita, e si combinano ai morbidissimi pantaloni a quattro pinces. Hanno una giusta dose di eccentricità, calibrata e portabile, il tweed e gli spigati dilatati che si alternano ai confortevoli tessuti stretch, ai fascianti cappotti a doppio petto in maglia, e ai maglioni «dolomitici» stampati su fondo leggero di cachemire, e spruzzati da azzurro ghiaccio e rosso ruggine.

Nel dizionario del dolce stil novo steso da Armani, non mancano il blu coniugato in tutte le sue variazioni, il sensualissimo e luminoso velluto liscio e nero che permette allo stilista «di usare il nero più del nero», e la t-shirt scura liberamente indossata sotto la giacca da smoking in lana pettinata. Se Dio è nei dettagli, come scriveva Mies van der Rohe, bisogna dire che si sarà sicuramente ritrovato nell’inflessibile e tradizionale esercizio di stile di re Giorgio.

Martina Alice de Carli