Si parla di Gattopardo a proposito della eterna crisi italiana, come di una figura sociale sempre pronta a ben piazzarsi e mutarsi in ogni occasione affinché in sostanza “nulla cambi”: ora si vorrebbe finalmente “ammazzarlo”, come propone nel suo recente libro Alan Friedman. Ma il riferimento appare sbagliato: Tomasi di Lampedusa nel suo stracitato ma ancor incompreso libro tratta con rispettosa pietas i Leoni, i Gattopardi come il principe Salina, e sferza le iene e gli sciacalletti che – questi sì – sono predisposti a tramare e ad accordarsi coi nuovi potenti. Onore dunque al Gattopardo, figura drammatica sì, ma non codina.
Nicola Zoller