Sono molto perplesso nel leggere in questi giorni la posizione assunta da alcuni esponenti e dai Probiviri dell’Accademia degli Agiati di Rovereto e dalla maggioranza del Consiglio comunale di Trento sulla figura di Benito Mussolini. O meglio, sul fatto che il dittatore fascista appaia ancora tra i Soci della storica istituzione culturale roveretana e benefici ancora della cittadinanza onoraria del capoluogo del Trentino. Ne vorrebbero la cancellazione in entrambi i casi. Affermo subito che la storia va rispettata. La storia è stata inequivocabilmente quella. L’Italia in quello sciagurato ventennio era in grande maggioranza fascista. Chi lo può negare? Nessuno!
In tal senso, la penso come la Presidente dell’Accademia degli Agiati di Rovereto prof.ssa Patricia Salomoni. Rispettando la verità storica non si fa altro che onorare ancor di più coloro che hanno combattuto e sconfitto il nazi – fascismo con le proprie idee, il proprio coraggio e dando per questo la propria vita. Penso a Giacomo Matteotti, ad Angelo Bettini, a Mario Pasi e ad altre migliaia di donne e di uomini che hanno lottato contro i crimini fascisti con tutte le loro forze, ponendo le basi democratiche e libere della nostra Repubblica italiana. Aggiungo che tra coloro che si sono resi eroici protagonisti della Resistenza vi erano donne e uomini, giovani e meno giovani, laici, comunisti, socialisti, cattolici, repubblicani, liberali, ebrei, azionisti e molti altri cittadini che con la politica avevano forse poco a che fare.
Liberamente vicino da sempre al pensiero socialista e laico, affermo con energia che non si devono rincorrere strumentali azioni demagogiche. Il revisionismo storico ha fatto spesso danni. Cosa dovremmo dire e scrivere allora di Palmiro Togliatti e di Antonio Gramsci, che tutto sapevano degli eccidi di Stalin? Rimaniamo intellettualmente onesti. Agiamo con responsabilità verso gli avvenimenti e i protagonisti dell’infausta storia del Novecento italiano ed europeo. Non offriamo ingenuamente degli assist alla destra politica più radicale e pericolosa. Impegniamoci tutte e tutti noi antifascisti invece, questo sì, a costruire e a rendere vincente un’area a noi più consona, di cui in Italia e in Europa si sente molto la mancanza, sin dai tempi orrendi di tangentopoli pilotati da tanto dannoso populismo. La Cultura e i Valori che hanno fatto forti l’Italia e l’Europa dal secondo dopoguerra meritano ben altro. Meditate e agite gente, il tempo odierno non ammette né silenzio, né inerzia e nemmeno colpevoli proroghe.
Paolo Farinati,
Consigliere comunale di Rovereto del PSI