Uscirà il 27 ottobre ed è stato presentato in anteprima al Campania Libri Festival, nella prestigiosa cornice del Palazzo Reale di Napoli, “Stefania Filo Speziale. Architettura del silenzio e della luce”, il nuovo volume edito da Armando De Nigris Editore nella collana Palepolis – Chi ha contribuito a rendere grande Napoli.
Il libro restituisce al lettore la memoria di una figura straordinaria: Stefania Filo Speziale, prima donna laureata in Architettura all’Università Federico II di Napoli e prima docente italiana di Composizione Architettonica. Una pioniera che seppe coniugare talento, coraggio e riservatezza, lasciando un’impronta discreta ma indelebile sul volto urbano del Novecento.
Una conversazione con l’ombra della modernità
L’autore adotta la forma originale dell’“intervista impossibile”, dando vita a un dialogo immaginario tra sé e l’architetta. In questo scambio, sospeso tra realtà e suggestione, la voce di Filo Speziale torna a raccontare la sua visione del costruire come atto morale prima ancora che estetico.
Il testo si muove tra biografia e riflessione, alternando pagine di documentazione storica a momenti di intensa poesia. Ne nasce il ritratto di una donna che seppe coniugare il silenzio della concentrazione e la luce della creazione, due simboli che diventano chiavi di lettura del suo pensiero e della sua opera.
Napoli e il respiro del Novecento
Allieva e collaboratrice di Marcello Canino, protagonista dell’architettura razionalista, Filo Speziale fu parte di una Napoli che si ridisegnava tra modernità e tradizione, tra la ricostruzione postbellica e la ricerca di un linguaggio architettonico nuovo, più funzionale e umano.
Le sue opere – spesso realizzate con Giorgio Di Simone e altri esponenti della scuola napoletana – riflettono una sensibilità progettuale raffinata, capace di dialogare con la memoria dei luoghi e con la luce mediterranea. Una lezione di equilibrio e misura che conserva intatta la sua attualità.
Una riscoperta necessaria
La presentazione al Campania Libri Festival non è stata soltanto un evento editoriale, ma anche un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella storia dell’architettura e sulla necessità di preservare la memoria culturale.
In un’epoca in cui la velocità rischia di cancellare la profondità, l’opera di Romeo restituisce voce e dignità a una protagonista dimenticata, aprendo uno spazio di dialogo sul rapporto tra storia, arte e impegno civile.
Un progetto editoriale di passione e memoria
Il volume si inserisce nel percorso culturale di Palepolis, progetto editoriale ideato da Armando De Nigris, che mira a riportare alla luce le biografie di coloro che hanno reso grande Napoli. L’editore conferma così la sua capacità di coniugare ricerca storica e sensibilità narrativa, rendendo i libri strumenti vivi di conoscenza e memoria.
Come scrive l’autore: “Stefania Filo Speziale resta un faro discreto ma luminoso, esempio di come il talento e la determinazione possano trasformare le difficoltà in conquiste, lasciando un’eredità che continua a ispirare le generazioni future.”
Un ponte tra passato e presente
“Stefania Filo Speziale. Architettura del silenzio e della luce” è più di una biografia: è un viaggio nel cuore della Napoli intellettuale del Novecento, una meditazione sull’arte, sulla dignità del lavoro creativo e sulla forza delle donne che, con grazia e tenacia, hanno saputo lasciare un segno.
Un libro che invita a guardare l’architettura – e la cultura – come un atto d’amore verso la città e verso la memoria.