- Con la sua squadra ha seguito tutto. L’assistenza alla corsa, l’organizzazione, gli appuntamenti, i problemi da risolvere
Sono stato a Salvitelle nei giorni della festa di San Sebastiano e, al di là della bellezza delle tradizioni, della corsa a piedi nudi, della lotta greco-romana, della musica e della partecipazione popolare, mi ha colpito soprattutto una cosa: l’energia del sindaco Maria Antonietta Scelza.
L’ho vista praticamente ovunque.
Con la sua squadra ha seguito tutto. L’assistenza alla corsa, l’organizzazione, gli appuntamenti, i problemi da risolvere, le persone da accogliere. Sempre presente, dall’inizio alla fine. Senza quella distanza che qualche volta separa le istituzioni dalle comunità, ma con la naturalezza di chi sente il Comune come una responsabilità quotidiana.
Maria Antonietta Scelza si spende per Salvitelle. E lo fa con una passione che si vede.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Perché quando discutiamo di aree interne utilizziamo inevitabilmente parole importanti: spopolamento, servizi, infrastrutture, lavoro, collegamenti, opportunità per i giovani. Sono tutte questioni decisive e richiedono politiche nazionali e regionali molto più forti.
Ma poi ci sono le persone.
Ci sono sindaci e amministratori che ogni giorno tengono materialmente in piedi i loro paesi. Che non hanno grandi strutture alle spalle, spesso hanno poche risorse e devono occuparsi praticamente di tutto. Eppure continuano a crederci.
Durante la festa di San Sebastiano ho visto proprio questo.
Ho visto un sindaco correre insieme alla sua squadra perché ogni cosa funzionasse. Ho visto una donna determinata che non considera le tradizioni un rito da celebrare una volta all’anno, ma un patrimonio intorno al quale ricostruire comunità, coinvolgere i giovani, richiamare chi è andato via e far conoscere Salvitelle a chi non c’era mai stato.
La risposta dei giovani alla festa è forse il dato più bello. Perché una tradizione sopravvive davvero soltanto quando una nuova generazione decide di farla propria.
Ed è da qui che dovremmo partire quando parliamo del futuro delle aree interne.
Non basta ricordare quanto siano belli i nostri borghi mentre continuano a perdere abitanti. Bisogna creare lavoro, garantire servizi e collegamenti, investire sul turismo e sulle attività economiche. Ma bisogna anche custodire quel capitale umano senza il quale qualsiasi strategia resta sulla carta.
Servono persone che amino questi luoghi abbastanza da spendersi per loro.
Maria Antonietta Scelza, nei giorni di San Sebastiano, è stata un po’ il simbolo di tutto questo. Un sindaco, un’organizzatrice, un punto di riferimento. Quasi un’eroina quotidiana di quelle comunità che resistono senza fare rumore.
E forse i piccoli paesi si salvano anche così: con le risorse e con le politiche, certamente. Ma anche con la passione, la determinazione e il cuore di donne e uomini che decidono ogni giorno di non arrendersi.
A Salvitelle, in questi giorni, il cuore era soprattutto quello di una donna determinata che correva da una parte all’altra del suo paese.
Il suo sindaco.