Tra i tanti nomi eccellenti del mondo dello spettacolo e della cultura che piangono la scomparsa, avvenuta ieri all’età di 92 anni, di Tonino Guerra, Samuele Bersani è forse quello che più degli altri ha custodito del sommo poeta e sceneggiatore un ricordo commosso e singolare. Perchè il cantautore lo ha conosciuto quando era solo un adolescente e grazie a Guerra si è innamorato della scrittura, della poesia, della potenza delle parole. «Avevo solo 16 anni quando ebbi la fortuna di frequentare i tuoi corsi di scrittura/sceneggiatura a S.Marino e mi ricorderó sempre di quando ci leggesti questa tua poesia. Lo stato d’animo di un uomo che esce da un campo di sterminio tedesco dopo la seconda guerra mondiale. Quell’uomo eri tu. Anche a te un grazie senza fine per quanto ci hai lasciato e per tutte le farfalle che hai colorato con la tua poesia. Samuele» ha postato su Facebook. Sentito dall’Avanti! online, Bersani regala il suo ricordo del poeta scomparso, ricordo che si fa commovente e istruttivo.
Quale il suo ricordo di Tonino Guerra?
Avevo 16 anni quando i miei genitori mi iscrissero al corso di sceneggiatura di Tonino Guerra. Quello che resta di quell’esperienza è sicuramente legato al modo di esporre del Maestro che con fantasia riusciva a raggiungere l’ascoltatore attraverso una prospettiva nuova e assolutamente affascinante.
Come è stato influenzato artisticamente dal Maestro?
Insieme a un altro poeta, Raffaello Baldini anche lui di Santarcangelo fa parte della storia del mio territorio e delle mie radici. Le opere di Tonino Guerra hanno segnato indelebilmente la mia coscienza adolescenziale. In esse ritrovo le emozioni della mia adolescenza intatte, come alla prima lettura.
Quali secondo lei le peculiarità del Maestro?
Sicuramente la poesia in dialetto romagnolo ha una forza evocativa sorprendente. Solo chi ha avuto la fortuna di vedere Amarcord in dialetto romagnolo riesce a comprendere la forza emotiva e l’importanza che il dialetto ha nelle poesie del Maestro.
Quale la sua poesia preferita?
La farfalla.
La farfàla
Cuntént própri cuntént
a sò stè una masa ad vólti tla vóita
mó piò di tótt quant ch’i m’a liberè
in Germania
ch’a m sò mèss a guardè una farfàla
sénza la vòia ad magnèla.
La Farfalla
Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
Diletta Liberati