Cultura

Sarà CAOS al Festival di Filosofia modenese

Xάος, il chàos, nella filosofia di Platone, è il sito originario di quella massa, confusa e grossolana, da cui raccoglie il Demiurgo, l’essere divino dotato di capacità generatrice, per la procreazione del mondo ordinato, il Cosmo. Passano, a grandi linee, duemilacinquecento anni e per la filosofia moderna, il concetto di caos cambia, l’accezione del vocabolo “si” trasforma radicalmente.

Per dirla, per esempio, come l’indimenticabile Remo Bodei, il caos non rappresenta semplicemente il disordine o l’assenza di regole, ma una condizione filosofica e politica ambivalente, strettamente legata alla modernità e alla scomposizione del soggetto.
Oggigiorno capire incertezza e disordine è fondamentale.
L’occasione casca precisa in questo fine settimana.

A partire da venerdì 18 sino a domenica 20 settembre, il “caos”, comunque lo si voglia trattare, calerà, permeerà, farà riflettere, comunicare, le genti, provenienti da ogni dove, di diverse generazioni e di ogni ceto, siano credenti o atei, che affolleranno piazze e spazi di Modena, Carpi e Sassuolo, per la ventiseiesima edizione del Festival di Filosofia.

Sì, è proprio il caos il tema, inutile sottolineare di forte attualità, con il quale i maestri del pensiero, fra i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, si confronteranno e, come guide sapienti, ci accompagneranno in un affascinante viaggio nella nostra epoca, esplorandone i contenuti, percorrendo meandri e cammini. Genesi, Norme, Creatività, Metamorfosi, Apocalissi sono questi i cinque i fulcri teorici sui quali poggerà un ricchissimo programma.

Anche per la kermesse 2026 non si notano flessioni, non si smarrisce il senso qualitativo, non si perde in quantità ma, come sempre, si propone il prestigio passato rilanciando ancora. Centocinquanta appuntamenti, attestando la gratuità, cinquantasette tra lezioni magistrali, laboratori e confronti oltre a mostre, narrazione, piéce teatrali, performance musicali e la tradizionale cucina filosofica.

Tranne degustare, appunto, i manicaretti della gastronomica modenese, sarà possibile seguire anche da web con un programma di dirette di lezioni sui canali del festival e i video dell’intero programma filosofico pubblicati a partire dalla settimana successiva alla manifestazione.
Non poteva mancare un ricordo, più che per dovere di sincero affetto e stima, a Michelina Borsari, storica direttrice della rassegna, dal 2001 al 2016, e figura di straordinario rilievo culturale e intellettuale, prematuramente scomparsa lo scorso anno proprio alla vigilia del festival.

Sarà la “Lectio Michelina Borsari”con Valentina Moro, Assistant Professor in filosofia presso la Stony Brook University (NY), che in Piazza Grande a Modena, dividendosi naturalmente fra teatro e filosofia, si avvarrà della tragedia greca, come filo conduttore, per una profonda meditazione sulla rappresentazione classica e sulla struttura tragica, esaminando il modo in cui norme, responsabilità e legami entrino in tensione entro campi di forze inconciliabili, mostrando come il contrasto tra posizioni irriducibili non conduca soltanto alla distruzione, ma apra uno spazio privilegiato per interrogare i rapporti tra azione, limite e imprevedibilità degli esiti collettivi.
Tre giorni densi, pregni, lucrosi, ma, comunque vada,il tutto è da prendere filosoficamente.

Qui il programma completo.

 

Credits: Magnum Chaos (o La Creazione) tarsia lignea di Giovan Francesco Capoferri – 1523-1524- su disegno di Lorenzo Lotto, coro della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo.