La vicenda dei dodicimila lavoratori sardi che da oltre dodici mesi, per esattezza sedici oramai, è nota. Questa mattina una delegazione si è recata in Regione presso l’Assessorato al Lavoro per depositare in protocollo la richiesta formale per un incontro con la neo Assessore Dottoressa Virginia Mura. “ Abbiamo portato la richiesta per un incontro con l’ Assessore – fa sapere uno dei due delegati del comitato spontaneo, Sandro Zucca, con Rita Usai, – e nel frattempo siamo stati ricevuti dal direttore Dr. Mascia e dalla Signora Silesu i quali ci hanno illustrato un po’ quella che è la situazione in merito ai sussidi che dovremmo ricevere, tempi e metodi. Sostanzialmente – continua Zucca – nulla di nuovo rispetto a quanto già sappiamo.”. In sostanza i lavoratori sono oggi vittime, dopo una lunga attesa e tanti rimpalli di responsabilità tra Governo/Regione/Inps, di quello che comunemente è chiamato intoppo burocratico.
Continua Zucca: “Ci hanno assicurato tempi rapidi, ma la modulistica da inviare dal giorno 26 marzo è pressappoco identica a quella già in nostre mani; cambierà il campo, dove inserire i dati anche se, paradosso quelli richiesti sono sempre gli stessi: anagrafici, data di licenziamento, data domanda per mobilità in deroga”. “Inoltre” – prosegue – “il Direttore ci ha informati che l’Assessore ha già fissato per il giorno ventisei un incontro con i sindacati e che lui stesso solleciterà l’Assessore per fissarne un altro con la nostra delegazione”. In questo senso appare incomprensibile che all’incontro del ventisei non possa esser presente anche la delegazione del comitato dei lavoratori direttamente interessato/vittima della situazione. “Anche se” – precisa Zucca – “credo che ci sarà concessa questa possibilità. Noi la chiederemmo”.
I lavoratori restano in fiduciosa attesa. – “Anche se – precisa Stefania Zorco, anche lei del comitato – dovremmo attenerci per forza a questa procedura. I giochi son fatti e dovremmo attendere il giorno ventisei, da quando cioè Sil e uffici di sindacati partiranno con la compilazione della modulistica. Purtroppo cambiare in corso d’opera non è cosa fattibile. Noi ci attendiamo che subito dopo ci diano il saldo giacché dopo un Natale senza il panettone ci faranno trascorrere la Pasqua senza uovo né colomba. Infatti, dal 26 marzo cominceranno a ricevere i moduli e dal 26 aprile inizieranno i primi pagamenti. Da quanto è dato sapere la direzione dell’Assessorato al lavoro, si è organizzata per analizzare circa 300 pratiche al giorno che man mano avranno l’ok e potranno esser inviate all’INPS che erogherà i soldi”.
Insomma, se a oggi questi lavoratori che non hanno ancora percepito gli ammortizzatori sociali, che saranno sostituiti da dei sussidi, sono arrivati al numero di oltre tredici mila si può facilmente immaginare quanto tempo ancora avranno da attendere. Fermo restando che non riceveranno tutta l’intera cifra; l’accordo tra Regione e Inps prevede, infatti, solo un 50% e la beffa sta nel fatto che i soldi che riceveranno sono dei sussidi in sostituzione provvisoria e i lavoratori dovranno impegnarsi ad accettare l’assenza dei contributi figurativi ai fini delle pensioni e l’esclusione degli assegni famigliari. Oltre che impegnarsi alla restituzione quando saranno effettivamente pagati gli ammortizzatori sociali. L’altra beffa segnalata dai membri del comitato è quella legata al 50% che pare dovranno percepire. “La cifra” – fa sapere Stefania Zorco – “sarà pressappoco 3000 euro ciascuno, non ci saranno gli assegni famigliari, ma non mancherà l’Irpef. Quando si tratta di prendere lo Stato è super celere, meno quando si tratta di dare”.
La questione Irpef è rimarcata anche da un altro lavoratore del comitato, Gianluca Poddighe: “L’Irpef al 23%, su 3000 euro é circa 620 euro, dopo quindici mesi di attesa ci salutano con 2400 euro”?
È impossibile dare loro torto quando affermano dopo quasi quindici mesi che questo sussidio è il fiocco dell’incarto dell’uovo di Pasqua. Oltre il danno anche la beffa alla faccia di chi asserisce che i lavoratori dipendenti non pagano le tasse, è evidente oramai che la scure si abbatte sempre più sulle fasce deboli della società, verso coloro che a quaranta anni non hanno più un lavoro, che sono considerati esseri invisibili e che per aver riconosciuto un diritto sancito anche per legge devono combattere estenuanti battaglie, spesso osteggiati anche da quelle che sono chiamate parti sociali, per poi alla fine vedersi anche ridotto al minimo l’osso concesso.
“Quei pochi soldi li vedrò solo per una frazione di secondo – aggiunge Sabrina Muntoni – e dovrò darli subito alla banca per il mutuo perché ho già ricevuto il sollecito. Siamo stati costretti a chiedere il rinvio di un anno per il pagamento, ma ora l’anno è scaduto e la banca non aspetta”.
Antonella Soddu
Gli articoli precedenti:
Continua la protesta dei lavoratori sardi – 23/3/2014
La scandalosa odissea dei 12 mila lavoratori sardi – 18/3/201
12 mila in mobilità dimenticati dallo Stato – 21/2/2014
Niente ammortizzatori per i disoccupati sardi – 2/1/2014
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