Lettere al Direttore

Scrive Alessia Chinellato:
A lezione di solidarietà

Mi ha sinceramente commosso il gesto di quel bambino di 9 anni che – in Emilia – ha donato quanto racimolato in “mancette della nonna” a un mendicante.

Cazziato a sangue dalla mamma, che lo ha obbligato a passare l’aspirapolvere per tutto il negozio di famiglia. Nonostante la sua limpida difesa: “pensavo ne avesse più bisogno di me”. Fino a che il clochard non è tornato e ha restituito la somma al legittimo proprietario.

Solo allora la madre ha compreso che il figlio aveva compiuto un “gesto straordinario”. Quello che solo i bambini – puri d’animo e incapaci di mentire – sono capaci di fare. Prima di essere risucchiati nel vortice del cinismo e del narcisismo in cui tutti gli adolescenti si trastullano, pensando vieppiù solo a farsi selfie e a giocare a fare i grandi, spesso utilizzando il grimaldello del senso di colpa con genitori separati o assenti.

In un mondo dove i poveri – purtroppo – aumentano a dismisura. Nel 2015, infatti, l’Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta in Italia siano pari a oltre 1 mln e 582 mila e le persone a 4 mln e 598 mila. In aumento pure al Nord, solitamente traino economico della penisola.

I bimbi sanno ben vedere le ferite del corpo e del cuore, oltre l’egomania. Risolvono, in maniera semplice e quasi naive, le angosce che sotterrano gli uomini che vivono ai margini.

Impariamo tutti: da questo viaggio nell’anima di chi è autentico.

Alessia Chinellato