Lettere al Direttore

Scrive Antonio Ciuna:
Referendum, con il NO conseguenze politiche gravissime

Gentile Direttore,
seguendo attraverso la stampa le notizie in merito alle politiche nazionali, europee ed internazionali che si stanno verificando nel nostro pianeta, si ha la sensazione che stiamo attraversando un periodo quanto mai difficile, incerto e imprevedibile. Certamente fra qualche tempo, non molto lontano, assisteremo a delle trasformazioni in ogni settore della vita sociale, nazionale ed internazionale. La crisi economica che attanaglia tutte le nazioni del mondo e ancora non si intravede con certezza la fine, complica maledettamente ogni possibile soluzione immediata o in tempi prossimi dei gravi problemi che si devono risolvere in ordine alla attuazione in campo nazionale delle riforme ed in campo internazionale alla gestione della migrazione biblica dei popoli dei continenti dell’Africa e dell’Asia verso i Paesi occidentali e delle Americhe del Sud verso gli Stati Uniti ed il Canada, e ad una più equa distribuzione fra le nazioni della ricchezza mondiale. E’ fonte di grave instabilità sociale il fatto che il 90% della ricchezza del mondo è in possesso del meno del 10 % della popolazione mondiale. E’ un fatto storico che alcune nazioni, tra il 1700 ed 2000 si sono arricchite con il colonialismo, con lo schiavismo e lo sfruttamento dei popoli più arretrati dei continenti sopra citati ed è quindi dovere delle Nazioni più ricche realizzare in detti Paesi, ricchi di materie prime, quelle strutture indispensabili per sviluppare le industrie, l’agricoltura e i commerci.

La nuova ricchezza renderà più accettabili le condizioni di vita delle popolazioni perché avrà una migliore nutrizione e più lavoro. Tale realizzazione attenuerà il fenomeno della migrazione di massa e renderà quindi più gestibile nei Paesi occidentali la questione degli migranti.
Per quanto riguarda la Politica interna suscita molta perplessità il comportamento di alcuni uomini politici di alto livello appartenenti allo stesso partito che governa il Paese. Quali membri del Parlamento hanno votato per ben due volte le modifiche alla Costituzione. Le votazioni che hanno approvato le modifiche costituzionali non hanno raggiunto la percentuale richiesta dalla legge, quindi le stesse modifiche devono essere approvate o meno anche dal popolo tramite il Referendum. La concomitanza delle recenti consultazioni elettorali per la nomina dei Sindaci di alcune importati città del nostro Paese con la votazione del Referendum che si terrà nel mese di ottobre c.a., a seguito il risultato negativo per il Partito di governo delle prime votazioni, ha generato tra i membri dello stesso partito un contrasto quanto mai dannoso per tutta la nazione.

Non essendo un esperto conoscitore della nostra Costituzione, ritengo che se da anni tutti i Partiti hanno sempre sostenuto che per rendere più governabile il Paese era necessario apportare delle modifiche alla Costituzione e queste sono state approvate in sede parlamentare, ripeto trovo strano la presa di posizione di detti esponenti del partito di governo che si dichiarano di non approvare più le dette modifiche. Qualora dovessero prevalere i NO nel Referendum, le conseguenze politiche saranno gravissime e irreparabili. In atto non c’è una coalizione valida che possa governare il Paese. Le riforme già approvate non verranno realizzate. La Comunità Europea non avrà più fiducia nell’Italia nel raddrizzare in tempi ragionevoli il proprio bilancio con un alto debito pubblico,non si realizzeranno più quelle grandi infrastrutture,quale il Ponte sullo Stretto. Ritengo che il referendum deve essere approvato per il bene della Nazione.

Antonio Ciuna