Gentilissima Redazione,
ho letto nei giorni scorsi la posizione dei membri del tavolo Hemingway sulla bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge 111/2011 che riguardava i matrimoni con elevata differenza di anni definita “Antibadante” e concordo pienamente col tavolo e le loro argomentazioni ma contemporaneamente sono in totale disaccordo con lo scritto che ne è seguito di un certo signor “nonnobottecchia” che ne giustifica l’abolizione. Lei caro signore del suo patrimonio ne può disporre come meglio crede, donarlo ad enti di beneficenza, alla Chiesa o ad una ragazza, il problema per me non esiste, ma avrei molto da dire però sulla reversibilità della pensione. Dice di essere anziano ed in pensione, pertanto suppongo che possano essere 20 o 25 anni che lei riceve il vitalizio, a conti fatti si presume che con quello che ha versato e quello che ha ricevuto si stia raschiando il fondo del barile, ormai siamo al pareggio. Dice di volere per i suoi ultimi anni una compagna giovane, di circa 25 anni, che le faccia compagnia e che la faccia felice, e possibilmente da sposare in modo che poi abbia la reversibilità della sua pensione; non sono così crudele da volerle negare la felicità ma mi dispiacerebbe che fossimo tutti noi a pagarla.
Il suo è un ragionamento egoista che rasenta il menefreghismo, tanto paga sempre Pantalone.
Lei, augurandole che la dipartita sia ancora molto lontana a venire, in tutti i casi lascerebbe a noi l’incombenza di pagare la sua felicità per i prossimi 40 o 50 anni con la reversibilità della pensione che andrebbe alla sua “adorata” giovane moglie.
NON CI STO!!!!!! E questo vale per tutti i “nonnibottecchia”.
Il Parlamento e la Corte Costituzionale a volte (troppo spesso) toppano e le conseguenze negative sono sempre nostre, e allora la rottamazione fatta nei posti giusti non sarebbe poi così deleteria.
Ivano Azzali