Lo scorso 23 luglio a Castiglioncello, l’armoniosa cittadina che piccola si affaccia su un roccioso e particolare tratto del mar Tirreno – nelle vicinanze di Livorno -, località dal fascino ancora tutto macchiaiolo, che nel passato Giovanni Spadolini (1925-1994) ebbe tanto a cuore e che, infatti, elesse a sua prediletta dimora estiva, ha avuto luogo (come è ormai prassi) l’undicesima edizione del Premio Cultura Politica, portante proprio il nome dell’indimenticabile statista. L’ambito premio quest’anno è stato assegnato a Stefano Folli, editorialista del quotidiano “La Repubblica” e, tra le altre cose, pure già direttore de “La Voce Repubblicana” e del “Corriere della Sera”. Nella stessa giornata, a latere della cerimonia – condotta dal sindaco di Rosignano Marittimo e dal professor Ceccuti, fondatore del premio -, è stato anche effettuato (da parte di Poste Italiane) un bollo e uno speciale annullo filatelico, dedicato al centocinquantesimo anniversario del periodico (trimestrale) “Nuova Antologia” – rassegna di lettere, scienze ed arti -, una delle più colte ed importanti “riviste” (composta da ben quattrocento pagine!) del nostro Paese, di cui proprio Spadolini ne fu per molti anni magistrale direttore. Oggi è invece diretta (con altrettanta bravura e competenza) dallo stesso Ceccuti, il quale è anche presidente (e chi meglio di lui!) della Fondazione Spadolini Nuova-Antologia: una benemerita istituzione che, a detta di chi scrive, vale la pena visitare e magari di frequentare. E’ proprio da queste parti, a Pian de’ Giullari, una delle più suggestive e signorili colline fiorentine – e più precisamente nella stessa magnifica casa-museo di Spadolini, il “Tondo dei cipressi” -, che molti anni addietro conobbi personalmente Cosimo Ceccuti, fraterno amico e seguace del grande storico e leader repubblicano, del quale – da insigne e degno erede spirituale quale esso è – ne salvaguardia e ne tramanda la preziosa sua memoria. E lo sta facendo nei migliori dei modi. Fin da allora, anche se i nostri “incontri” sono stati solo sporadici, ho sempre voluto mantenere ugualmente i “contatti” con questa speciale persona, estremamente generosa, gentile e socievole, dalla infinita erudizione che però (ed è uno dei suoi molteplici meriti) non fa mai soppesare. Ritornando al francobollo e al suo annullo (un dentello da 95 centesimi, emesso il 31 gennaio, con abbinato pure un discreto folder), posso dire che la vignetta – ideata e disegnata da Guido De Barros – è di buon impatto visivo: tutta composta da linee molto sobrie ma che, proprio nella loro essenzialità, trovano poi risalto in una loro distinta eleganza. Concludendo, mi sembra più che doveroso rivolgere vivissimi e partecipi auguri alla “Nuova Antologia” (il cui primo numero risale al 31 gennaio 1866), “La rivista – come si legge sul francobollo – che ha fatto gli italiani”. Non vi è alcun dubbio, è senz’altro così. Nella sua lunghissima esistenza essa ha infatti veramente contribuito alla crescita dell’Italia, e sempre rimanendo – culturalmente parlando – ad altissimi livelli, difficili da uguagliare. Per celebrare questi suoi centocinquant’anni ne è stato realizzato un numero speciale, portante la data ottobre-dicembre 2015. Procurarsene una copia – anche solo per leggere il bell’ editoriale del direttore, “la nostra storia” – può risultare sicuramente più che illuminante.
Luciano Masolini