È una constatazione, un fatto che le vere pensioni d’oro, quelle diciamo di venti, trenta o novantamila euro mensili, non si possono proprio toccare: lo ha recentemente stabilito la Corte Costituzionale.
Ma quelle di due, tre o cinquemila euro sì, eccome se si possono toccare; pare proprio infatti che per queste ultime l’ente previdenziale statale sia stato “legittimato” a toccarle e ritoccarle, senza, si badi bene, alcuna censura da parte della Consulta che però aveva giudicato incostituzionali i “ritocchi” alle pensioni “ricche”, ed anche questo è un fatto.
E così, per legge (!), giù le mani dalle pensioni “ricche” ma non già da quelle medio basse le quali non più tutelate divengono di fatto bottini da saccheggiare a piene mani!
Italia, anno 2014: ci sono appunto le tanto discusse e contestate pensioni d’oro, forse non tutte legittimamente guadagnate, come esistono i vergognosi compensi di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente; ma ci sono anche le indecenti entrate stratosferiche dei top manager che portano le aziende al fallimento e quelle altrettanto immorali ed esose dei commissari straordinari puntualmente preposti alle gestioni post fallimentari; poi ci sono i profitti in nero di disonesti liberi professionisti in camice, tuta o cravatta che non emettono fatture e scontrini fiscali, e ci sono gli illeciti quanto allegri vitalizi, benefit e assurdi rimborsi di politici e amministratori pubblici, perdurano le baby pensioni, persistono gli sproporzionati stipendi di categorie privilegiate come stenografi, commessi et similia dei Palazzi istituzionali, vegetano le false pensioni di invalidità, rimangono le pensioni incassate per conto dei titolari defunti, restano le pensioni a favore di mafiosi e terroristi, ecc.
Poi ci sono le pensioni “versate” come quelle da reddito di lavoro dipendente, maturate lavorando e versando i contributi per quarant’anni; si tratta di oneste pensioni, ieri versate ed oggi rimborsate, che continuano ad essere prese di mira da un po’ tutti i Governi e che, con la complicità delle stesse organizzazioni sindacali, sono continuamente tassate e tartassate. Queste pensioni, qualche anno fa bloccate e “congelate” nel loro legittimo ancorchè esiguo adeguamento ISTAT al costo della vita, restano a tutt’oggi pensioni di “ghiaccio” ovvero prive dell’annuale indicizzazione; spettanze accumulate in tanti anni di versamenti ma, in quanto non rivalutate nel tempo, destinate a “sciogliersi”, ad assottigliarsi sempre più sia rispetto a quelle di altre categorie sia rispetto al potere di acquisto.
Insomma, pensioni legittime decurtate illegittimamente mentre tasse, bollette e costo della vita sono sempre in crescita e mentre vicende di frodi, evasioni fiscali e fatti di diffusa corruzione e disonestà perseverano, spesso impunite, accompagnandoci tristemente nella nostra vita di ogni giorno.
Mettiamo fine a questo sopruso amministrativo, a questa prepotenza anticostituzionale; solo reintegrando la legittima rivalutazione delle pensioni e restituendo il malloppo ai pensionati lo Stato renderà loro diritti e dignità.
Virgilio Conti