Ad accomunare maestra e direttrice ora non sarà più la stessa scuola materna, a Roma, nella quale lavorano. Ma anche la stessa accusa: maltrattamenti e percosse a minori. E la stessa pena che, per ora, è quella degli arresti domiciliari. Oltre ad alcune testimonianze di colleghi e bambini, ad incastrare le due donne F.M. e M.R.C. sono state alcune intercettazioni e videoriprese ambientali, effettuate dagli investigatori della polizia dal 24 aprile all’8 maggio. Quest’attività d’indagine tecnica ha dato prova agli inquirenti dei «comportamenti vessatori, offensivi e violenti» della maestra, F.M. nei confronti di alcuni bambini della classe. Per le due donne, sposate e con figli, l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per lunedì prossimo.
L’ORDINANZA DEL GIP – Trenta pagine compongono l’ordinanza di custodia cautelare emessa da Elvira Tamburelli, il giudice d’indagine preliminare (gip) nei confronti delle due donne, secondo cui i piccoli alunni avrebbero sofferto diverse forme di maltrattamento: dagli schiaffi alle botte, passando per le umiliazioni. Tra i bambini oggetto dei soprusi della maestra sembrerebbe esser vittima anche un bimbo affetto da autismo. La direttrice della scuola materna, M.R.C., secondo quanto sostenuto dal gip «non è mai intervenuta, neppure attivando verifiche interne, bensì ha coperto» le abitudini presuntamente anomale della maestra.
LA TESTIMONIANZA DELLA BIDELLA – Oltre ai racconti che alcuni bambini hanno fatto ai genitori, vi è anche la testimonianza della bidella della scuola che ha raccontato di aver assistito a un episodio di percosse da parte della maestra nei confronti del bambino con problemi psico-fisici. Secondo il racconto, la maestra avrebbe messo il bimbo seduto sul water «per fare la pipì e a un certo punto gli da un “pizzone” in faccia – ha riferito la bidella. Poi si vede che lei si è resa conto che comunque c’ero io, si è girata e mi ha detto: “Oddio, mi sono sbagliata, gli volevo dare una carezza”, e io le ho detto: “Ma tra schiaffo e una carezza c’é una differenza”».
SGOMENTO DEI GENITORI – La notizia dell’arresto delle due donne è stata accolta con incredulità e stupore dai genitori dei bambini della classe oggetto delle indagini in corso da parte della Procura. Sono tutti uniti nella convinzione che la maestra sia una «brava, simpatica, disponibile, tutti i bimbi la adorano». E dichiarano di non credere a ciò che è emerso sino a quando non vedranno le video-registrazioni. Immediato inoltre è stato il collegamento con il caso della scuola materna di Rignano Flaminio che vide protagoniste cinque persone, prima accusate di presunti abusi su 21 bambini, e poi assolte, in primo grado, con formula piena per la non sussistenza del fatto. I genitori hanno auspicato dunque di evitare «di ripetere gli errori di Rignano Flaminio».
Silvia Sequi