“Senza confini”: alla galleria d’arte “Arca di Noesis”, esposte opere di artisti di piu’ Paesi, tutti iscrivibili all’ “Hispanidad”
“Senza confini”. Questo il titolo della mostra collettiva organizzata ultimamente alla Galleria d’arte “Arca di Noesis”, spazio culturale (dal nome …biblico-greco antico) aperto alle piu’ varie iniziative, a metà strada tra il Colosseo e l’Ospedale Celio, in un’area del centro storico di Roma tra le piu’ ricche di testimonianze archeologiche.
Sino all’8 ottobre, la galleria ha ospitato con successo opere (in olio, acrilico, tecnica mista, ed anche arte digitale) di una trentina di artisti, appartenenti – con la sola eccezione della Francia- a piu’ Paesi variamente iscrivibili alla grande area culturale e geopolitica dell’ “Hispanidad”: Spagna (rappresentata in tutte le sue province, da Madrid a Malaga, da Burgos a Toledo), Argentina, Cile, Venezuela, ecc…, E tutti fortemente ispiratisi al titolo della mostra, “Senza confini”: un inno alla creatività, contro barriere e limitazioni in senso non solo geografico e geopolitico ma anche espressivo, stilistico, culturale (e soprattutto, diremmo coi tempi che corrono…mentale!).
Organizzatrici della manifestazione, Alicia Natale Birga e Alejandra Garcia Natale, madre e figlia ambedue appassionate d’arte e presenti nella mostra con proprie creazioni (quadri e ventagli artistici). Animatrici a Malaga, la metropoli andalusa “capitale” dell’importante regione costiera spagnola della Costa del Sol (comprendente altre città come Algeciras e Gibilterra), dell’ “Atelier Natale”. “Una galleria-atelier”, spiega Alejandra, “che ha aperto a marzo scorso con un gruppo portoghese: dove organizziamo scambi culturali fra artisti di vari Paesi e sperimentiamo una politica di nuovo tipo nei confronti di artisti e pubblico: abbassando, ad esempio, la commissione della galleria e limitando i prezzi massimi di vendita delle opere. Cerchiamo, insomma, di contribuire a vivacizzare il circuito dell’arte: considerando anche che in Spagna, Paese che pure, come l’Italia, ha grandi tradizioni artistiche, gli enti locali non fanno molto per valorizzare i giovani artisti e diffondere la conoscenza dell’arte tra la gente; mentre molte gallerie d’arte preferiscono pubblicizzare solo autori già affermati”.
Alle pareti dell’ “Arca di Noesis” (precisiamo che il termine greco νόησις, noesis, tradotto in italiano “noesi”, è usato per la prima volta da Diogene di Apollonia, pensatore del V secolo a C.: il quale – discepolo tardo di Anassimene, e precorrendo, in parte, Platone ed Hegel – sostiene che il principio di tutte le cose, l’aria, sia l’atto di pensiero, la noesis, di un Dio onnisciente che dà così ordine e misura al cosmo), quadri di vario soggetto. Paesaggi, soprattutto spagnoli, tori andalusi, nature morte, ritratti, ecc…, tutti testimonianti una forte ricerca di “stil novo”. Dai fiori di Maria Carmen Gomez alla serie di quadri ispirati all’ìnfanzia di Picasso di Fernando Sanchez, dai paesaggi di Rocio Romero alle immagini della costa catalana di Vanessa Atoche. Sino ai volti di donna- ricordanti quelli dell’espressionista austriaco Egon Schiele, pupillo di Gustav Klimt – dell’artista francese Michele Uzac.
Fabrizio Federici