Cronaca

Sorical, la nuova sfida dell’acqua parte dalla Calabria. L’intuizione di Maurizio Nicolai

Tecnologia e infrastrutture per un modello industrial. Maurizio Nicolai: «Vogliamo costruire un servizio moderno e affidabile»

 

 

La sfida dell’acqua in Calabria entra nel confronto nazionale e internazionale. A Roma, al Festival dell’Acqua e all’Euro-Mediterranean Water Forum, Sorical, la società che gestisce il servizio idrico regionale, porta un progetto di trasformazione che punta a cambiare radicalmente il modo di gestire una delle risorse più strategiche per il futuro dei territori. Non più soltanto la gestione del sistema acquedottistico, ma la costruzione di un vero gestore industriale del Servizio Idrico Integrato, capace di governare l’intero ciclo dell’acqua, programmare gli investimenti, ridurre le perdite e garantire standard omogenei ai cittadini.

È un percorso che parte da una situazione infrastrutturale complessa e da decenni di gestione frammentata, ma che oggi può contare anche sulle risorse e sugli strumenti della transizione digitale. Il progetto PNRR da 32,9 milioni di euro, appena completato in 21 Comuni rappresenta uno dei primi tasselli concreti di questa trasformazione.

Al centro del progetto c’è una parola: programmazione. Conoscere le reti, misurare i consumi e le portate, individuare le perdite, utilizzare sensoristica e telecontrollo, rafforzare i controlli sulla qualità dell’acqua e costruire una presenza capillare sul territorio. Un cambio di paradigma che, nelle intenzioni della società, dovrebbe consentire di passare progressivamente da una gestione emergenziale a una gestione industriale e preventiva.

A raccontare questa fase è Maurizio Nicolai, CEO di Sorical, che indica con chiarezza la direzione: «La sfida è costruire un servizio idrico moderno, industriale e affidabile».

Dottor Nicolai, Sorical sta vivendo una trasformazione profonda. Da società che gestiva prevalentemente il sistema acquedottistico regionale a gestore unico del Servizio Idrico Integrato. Che cosa cambia?

Cambia innanzitutto il livello di responsabilità. Sorical sta diventando il soggetto industriale che governa l’intero ciclo dell’acqua, dalla captazione alla distribuzione, dalla fognatura alla depurazione. È una trasformazione necessaria per superare la frammentazione delle gestioni e costruire un sistema omogeneo, programmato e capace di investire.

La Calabria parte però da una situazione infrastrutturale complessa. È possibile modernizzare il servizio in tempi brevi?

Non possiamo cancellare in pochi mesi criticità accumulate in decenni, ma possiamo cambiare radicalmente il metodo. Significa conoscere le reti, misurare i flussi, individuare le perdite, programmare gli interventi e utilizzare la tecnologia per rendere la gestione più efficiente.
Un esempio concreto è il progetto PNRR da 32,9 milioni di euro, che abbiamo appena completato. Ha interessato 21 Comuni, che oggi sono pronti per il subentro di Sorical nella gestione. Abbiamo installato circa 60.000 contatori digitali e realizzato interventi di risanamento delle reti, dal serbatoio fino alle utenze.

Non si è trattato soltanto di installare nuovi contatori ?

No. Il contatore digitale è uno degli strumenti di un progetto più ampio. Abbiamo lavorato sulla rete per creare le condizioni di una gestione moderna: misurare i consumi, monitorare le portate, individuare le anomalie e intervenire sulle perdite.
L’obiettivo finale è molto concreto: meno acqua dispersa e maggiore affidabilità del servizio.

La tecnologia avrà quindi un ruolo centrale nella nuova Sorical?

Sicuramente. Digitalizzazione, telecontrollo, sensoristica e sistemi di monitoraggio ci permettono di passare progressivamente da una gestione emergenziale a una gestione programmata.
Ma la tecnologia da sola non basta. Servono competenze, organizzazione e presenza sul territorio. Per questo stiamo costruendo una struttura industriale articolata, con distretti territoriali e professionalità specialistiche.

Un altro tema fondamentale è la qualità dell’acqua. Come intendete rafforzare questo aspetto?

La qualità dell’acqua deve essere controllata lungo tutta la filiera. Sorical dispone di laboratori e di un sistema di campionamento e analisi che consente di monitorare costantemente la qualità della risorsa.
Anche in questo caso il passaggio al gestore unico può rappresentare un salto di qualità: procedure omogenee, controlli più strutturati e una maggiore capacità di intervenire rapidamente in presenza di anomalie.

Quanto è importante il rapporto con i Comuni nel nuovo modello?

È fondamentale. Il gestore unico non deve significare allontanarsi dai territori. Al contrario, dobbiamo mettere a disposizione dei Comuni una struttura più forte, capace di programmare investimenti e garantire standard omogenei.
L’ingresso progressivo dei Comuni nella compagine societaria rafforza inoltre la natura pubblica e partecipata di Sorical.

Qual è allora l’obiettivo che si è dato Sorical per i prossimi anni?

Rendere il servizio più affidabile, più efficiente e più trasparente.
Dobbiamo ridurre le perdite, migliorare la continuità dell’erogazione, aumentare la capacità di intervento, garantire la qualità dell’acqua e accelerare gli investimenti.

Non vogliamo misurare la crescita di Sorical soltanto attraverso la dimensione della società. Vogliamo misurarla attraverso la qualità del servizio che i cittadini ricevono.

Se dovesse sintetizzare in una frase la sfida della nuova Sorical?

Passare da una gestione frammentata e spesso emergenziale a un servizio idrico industriale, tecnologico e programmato, capace di valorizzare le risorse della Calabria e garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle loro aspettative.