Economia

Squinzi (Confindustria): «La crescita può ritornare solo partendo dalle imprese»

Squinzi

SquinziHa ribadito la fiducia nei confronti del governo di Enrico Letta, ma ha lanciato un nuovo mònito. Secondo Giorgio Squinzi l’esecutivo tende infatti spesso a perdere tempo «in inutili polemiche». Il numero uno di Confindustria ha dunque invitato alla «stabilità e governabilità», ma soprattutto alle «scelte per la crescita e per il lavoro. Il governo deve essere stabile e non in preda a continue fluttuazioni». Dal palco dell’assemblea nazionale di Assocalzaturifici, il presidente degli industriali ha voluto sottolineare le difficoltà degli imprenditori nella situazione attuale, spiegando che «i nostri competitori hanno istituzioni che curano la capacità di rischiare e fare impresa. Ed evito di ricordare quale sia la condizione in cui facciamo il nostro mestiere di imprenditori». Squinzi ha poi aggiunto che «l’egualitarismo formale che tiene in scacco l’Italia da decenni ha finito per creare un sistema di diseguaglianze sostanziali che svilisce il merito».

SQUINZI: TROPPO PESSIMISMO DAL SINDACATO – Dopo la stilettata al governo, il presidente di Confindustria non ha risparmiato nemmeno il sindacato. Squinzi ha infatti invitato le organizzazioni sindacali a non farsi assorbire dalla sfiducia: alla Cgil imputa infatti un pò di pessimismo quando commenta le stime secondo le quali i livelli occupazionali pre-crisi si raggiungeranno solo nel 2076. «Mi sembra una previsione molto pessimista: da imprenditore spero si possa ripartire prima» ha auspicato Squinzi, poiché il Made in Italy è ancora competitivo anche se «risente delle difficoltà del Paese e del calo vistoso dei consumi interni».

SQUINZI: ACCORDO SU RAPPRESENTANZA SINDACALE HA VALORE STORICO – «L’accordo sulla rappresentanza sindacale ha un valore che molti hanno definito storico e, comunque dà grandi prospettive per porre fine alla stagione delle contrapposizioni». Questo il commento di Squinzi sull’accordo recentemente raggiunto sulla rappresentanza sindacale. Sempre su questo accordo, il presidente degli industriali ha aggiunto che getta le basi «per un dialogo che poggia sul rilancio della produttività, della crescita e del welfare sociale», intesa raggiunta grazie a «un lavoro serio, metodico senza cercare il clamore mediatico. Questo è il metodo di lavoro per il quale non vogliamo deroghe e che possiamo sintetizzare con un slogan: fatti non parole» ha concluso il presidente di Confindustria