Spettacolo

‘Suicidio Italia – Storie di estrema dignità’: viaggio tra le vittime della crisi

Suicidio Italia

Suicidio Italia

Ottocentocinquantadue persone in Italia, nel solo 2012, si sono tolte la vita a causa delle difficoltà esistenziali provocate dalla grande crisi economica che stiamo attraversando: a darne testimonianza è il documentario di Filippo Soldi “Suicidio Italia – Storie di estrema dignità”, film fuori concorso alla terza edizione del festival Contest – Documentario in sala. Si tratta di un’opera profondamente pessimista, forte e al tempo stesso toccante, ma priva di quella carica rivoluzionaria che, probabilmente, rimane ancorata alle intenzioni di partenza. C’è nel racconto tanto angoscioso sdegno e altrettanta comprensibile disperazione per le sorti del nostro malandato Paese, eppure l’intero discorso cinematografico sembra esaurirsi di fronte al nudo dato cronachistico e pare indietreggiare di fronte a qualunque ipotesi propositiva: l’unica “soluzione” possibile viene affidata, per bocca di uno degli intervistati, ad una violenta rivolta di massa per sovvertire l’ordine costituito, ma a questa generica provocazione si giunge senza aver ordito, fin dall’inizio, alcuna trama di natura politica, senza cioè aver dimostrato la maturità espressiva di un punto di vista ben definito.

I DATI E IL PUDORE – In questo senso l’intervento giornalistico di Gianni Dragoni, che mette sotto accusa i grandi gruppi finanziari addossando soprattutto a loro le responsabilità del tracollo economico dell’Italia, e la complessa analisi storica di Paolo Barnard, ricoprono unicamente funzioni illustrative, risultano semplici dati di fatto con cui però si evita di fare i conti all’interno di un’operazione che vorrebbe proporsi, al contrario, come progetto “militante”, rivoluzionario. Molto corretto, sul piano etico, è invece il pudore con cui il film si accosta al dolore dei familiari delle vittime senza mai indugiare su particolari pietistici, effettuando una lunga e accurata selezione di storie fra le molte ascoltate in sede di preparazione (settantacinque interviste per ottanta ore complessive di girato, poi ridotte ad una, in circa quattordici mesi di lavoro).

COSTRETTI A RIFLETTERE – Di importante valore informativo è inoltre lo studio del dato cronachistico che attraverso la sua completezza restituisce un quadro sociale allarmante: dal numerosissimo elenco delle generalità dei suicidi nel 2012 emerge l’inquietante trasversalità del fenomeno, una vera e propria maledizione abbattutasi su imprenditori, artigiani, commercianti, insegnanti, disoccupati, pensionati, quasi tutti annegati nella disperazione a causa di problemi connessi più o meno direttamente al mondo del lavoro. Una statistica impressionante che costringe, da sola, alla riflessione. E che obbliga la migliore politica, quella in cui ancora crediamo, a rispondere con l’ immediatezza degli interventi e con la forza democratica delle istituzioni. Perché la dignità torni ad essere un titolo associabile alla vita, alla gioventù e alla speranza.

Nicola Cordone