La vicenda delle frequenze tv dà il senso di quanto la nostra sia ormai una democrazia geneticamente modificata. Mentre l’Italia è in recessione, mentre salgono le tensioni sociali e cresce l’antipolitica, il governo, anziché obbligare ciascuno a fare la propria parte, decide tutto in vertici notturni e sotterranei con i leader di tre partiti che di fatto hanno commissariato il Parlamento e la sua sovranità. O peggio ancora in pranzi riparatori tra il capo del governo e il suo predecessore, non più leader di partito ma azionista di riferimento pronto a far valere la ‘golden share’ sull’esecutivo.
Viene da chiedersi verso quale tipo di regime stia andando l’Italia. Quello che vediamo non ci piace per niente e continueremo a batterci per un’idea di democrazia in cui i governi sono espressione di maggioranze parlamentari a loro volta espressione della volontà dei cittadini. Lo faremo ancor più finché sarà in carica un governo che sembra non preoccuparsene troppo: rapido ed efficiente quando si tratta di aumentare le tasse sui più deboli, doroteo quando tocca questioni che possono scontentare i mercati o le grandi lobbies.