Economia

Svizzera, ‘slalom’ tra le norme anti evasione

Svizzera, ‘slalom’ tra le norme anti evasione

La Svizzera è la meta preferita dagli italiani per lo sci e per portare i soldi all’estero.  Verbier e St. Moritz sono le più quotate per i ricchi amanti della neve, molti sono i vip internazionali, che vi soggiornano: i reali inglesi, James Blunt, Hugh Grant, il patron della Virgin Richard Branson, Peter Gabriel e molti italiani, che con la scusa degli sci provano a nascondere ed evadere il fisco. Lugano è la meta per eccellenza, la più vicina. Pare che in tutto il Ticino, e non solo a Lugano, da tempo siano esaurite le cassette di sicurezza. In Italia almeno 11 miliardi di euro sono stati sottratti al fisco negli ultimi mesi, la fuga maggiore tra ottobre e novembre. Dentro una valigetta ventiquattr’ore possono essere trasportate 12.000 banconote da 500 euro ovvero 6milioni di euro a valigia e dalla finanza si scopre che moltissime banconote si concentrano proprio al confine. Le banche svizzere sono desiderate dai clienti internazionali perché possiedono stabilità politica e sono neutrali. Il paese non partecipa a guerre dal 1505, la valuta è stabile, assicurata dall’oro; il franco svizzero dal 1850 (quando è entrato in circolazione) ha subito pochissime modifiche e nelle filiali vengono offerti servizi di investimento qualitativi e conti in valuta multipla.

BANCHE SICURE – Tutte le banche sono estremamente sicure e assicurate, la riservatezza è quasi sempre garantita grazie a conti cifrati. Chiunque abbia superato la maggiore età può aprire un conto bancario in Svizzera, anche una società residente all’estero. Le banche si riservano tuttavia il diritto di respingere un cliente in caso possa costituire un rischio per la reputazione della banca. Lo stesso vale nel caso in cui ci siano dubbi sull’origine dei fondi. La legge vieta alle banche svizzere di accettare fondi quando si è indotti a ritenere che abbiano origine criminale, anche se molti nutrono dubbi sui controlli ai “grandi capitali”.  Le banche svizzere sono tenute ad accertare l’identità dei loro clienti. Per l’identificazione la banca chiederà in ogni caso un documento ufficiale provvisto di fotografia e potrebbe chiedere una prova dell’origine del patrimonio; ad esempio un contratto d’acquisto, giustificativi di una banca straniera, prove attestanti la vendita di titoli e così via.

ANONIMATO GARANTITO – La procedura di apertura di un conto cifrato è identica a quella prevista per tutti gli altri conti. La banca è tenuta a verificare l’identità del richiedente e ad accertare l’avente diritto economico. I conti cifrati non sono anonimi. Nel caso di un conto cifrato, le operazioni bancarie non vengono effettuate “a nome”, bensì sotto un numero o un codice. Si tratta unicamente di una misura di sicurezza interna. L’identità del cliente è nota soltanto a un numero ristretto di collaboratori all’interno della banca. I conti cifrati non “dovrebbero” però essere utilizzati per le operazioni di pagamento transfrontaliere. Ai sensi delle disposizioni internazionali, in un ordine di pagamento devono essere indicati il nome, l’indirizzo ed il numero di conto.

La maggior parte delle banche svizzere non esige alcun versamento minimo per i conti di risparmio e i conti correnti. Diverso è il caso di alcune banche private o di banche che propongono servizi di private banking. Molti istituti offrono anche conti in dollari, euro o in altre valute. L’alto grado di discrezione accordato dalle banche elvetiche ai propri clienti non è assoluto. Il segreto bancario può essere abrogato in caso di istruzioni penali. La Svizzera è stata messa sotto la lente d’ingrandimento, per il suo segreto bancario da Usa, Unione europea, Ocse e G20 ed ha dovuto aderire agli standard Ocse in tema di collaborazione nella lotta all’evasione fiscale oltre a rivedere gli accordi sulla doppia imposizione. (1. continua)

Gianluca Cerasola