Allor quando il Governo Nazionale – del quale siamo parte tramite il Segretario generale – impazzisce per trovare qualche centinaio di milioni di Euro per far fronte ad un impegno sacrosanto di riduzione delle imposte per i salari e le pensioni basse e di fame, oltre ad insistere su sprechi e privilegi (specie nel P.I.), perché non ricordare – anche – che ci sono, un pozzo di risorse che lo Stato elargisce alla Chiesa cattolica – ogni anno – fuori dagli impegni del Concordato rinnovato da Governo Craxi nel 1984, come viene denunciato dall’inchiesta, indiscussa, dell’UAAR e che data la laboriosità che ha comportato è l’unica in Italia e risale al lontano 2008, mentre la situazione continua a peggiorare.
Non c’è momento più opportuno di questo, per affrontare un simile problema, visto che il Papa Francesco continua in tutte le salse a dire che è per il sociale, e che la chiesa è per i poveri e deve stare sempre vicino a loro? Sono miliardi di Euro che vengono elargiti, senza che vi sia un obbligo e tanto meno la necessità. Sono – in gran parte – cose fuori Concordato e fuori Costituzione della Repubblica è quindi, sollevare questo problema avrebbe almeno due meriti: a) Il primo merito, si darebbe sollievo ai poveri come dice il Pontefice; 2) Si farebbe giustizia di una
anomalia, che è vergognoso solo pensarla e certamente non significherebbe
essere contro la Chiesa – per la quale ognuno è giusto che la pensi come crede.
Le statistiche, poi, dicono che la Chiesa cattolica in Italia possiede ben il 25% della proprietà immobiliare, dentro a questa proprietà si sviluppa una immensa attività Commerciale – senza pagare tasse, ( per la maggior parte) perché nessuno controlla e loro si guarderebbero bene di dire ciò che intraprendono (in sostanza, si guarderebbero bene di disturbare il can che dorme, cioè il Fisco). Nelle loro proprietà, si avvalgono: A) Di una attività Alberghiera infinita, dall’Hotel 5 stelle, agli ostelli per i giovani: Lo stesso dicasi per la Ristorazione; posseggono ristoranti di
prima categoria, e giù, giù sino alle mense parrocchiali, in migliaia e migliaia di situazioni, per non parlare dei negozi e bancarelle che vendono (non solo statuette religiose) e che nessuno controlla, nemmeno come nascono e come muoiono queste attività.
Il sottoscritto fatica a credere che: dal Capo del Governo, sino al Segretario Gen. del ns/partito – che ne fa parte – non siano a conoscenza di queste storture. E comunque è un danno per l’economia del Paese non interessarsi. Non fosse altro – perché ab biamo oggi un capo della Chiesa che dice, dice, fa capire di essere nella ns/lunghezza d’onda.
Luciano Lunghi