Leggo ancora oggi, giovedì 1 ottobre 2026, uno scritto dedicato alla tanto auspicata tangenziale di Rovereto e della Vallagarina. Più precisamente Maurizio Panizza, uomo di cultura molto stimato nella sua Volano e non solo, scrive di “una ferita che dura da 50 anni”, riferendosi alla SS12 che da decenni spacca il suo amato paese di Volano in maniera purtroppo anche assai pericolosa. “Spostare la statale non significa soltanto costruire una nuova strada – continua Maurizio Panizza – bensì restituire al paese di Volano quella vivibilità che gli è stata tolta nel corso del tempo”.
Sorrido tristemente, pensando alle opportunità perse quantomeno negli ultimi 15 anni.
Chi si ritrova a percorre al mattino presto e nel tardo pomeriggio in automobile il tratto dai Murazi a sud di Rovereto e viceversa della SS12 dell’Abetone, ben sa quanto sarebbe importante dotare Rovereto e la parte centro – nord della Vallagarina di una tangenziale esterna di scorrimento. E’ chiaramente traffico di passaggio lungo la valle. Infatti, circa l’80 % delle vetture che abbiamo davanti e dietro di noi in coda a sud di Rovereto ce le ritroviamo tranquillamente a nord della città in direzione Trento e viceversa in parecchie ore del giorno.
In sintesi, circa 8 km di strada si traducono in quasi sempre 30′ di traffico intenso e lento, di inquinamento, di circolazione di mezzi e in gran parte parassita e assai pericoloso. Migliaia di autovetture, furgoni, camion che giornalmente viaggiano vicinissimi al centro della seconda città del Trentino e di importanti centri abitati lagarini come Volano e Calliano. Situazione che si ripete ogni giorno anche e soprattutto per gli storici rioni di Lizzana, Lizzanella e Sant’Ilario. Lì ne sanno qualcosa da molti anni!
E c’è ancora qualcuno che sostiene che Rovereto non ha bisogno di una tangenziale! Ma che timore c’è ad allontanare virtuosamente il traffico dai centri abitati? Non capisco proprio questo atteggiamento autolesionistico, che non posso che definire ottuso e miope.
A Trento, giustamente, faranno tra non molti anni la terza galleria sotto il Doss Trent, al fine di spostare ancora di più verso ovest la A22 e con essa anche la loro tangenziale, allontanandole maggiormente dalla città. Molti paesi e borghi trentini hanno deciso con lungimiranza di portare fuori dai loro centri abitati il traffico. Ma a Rovereto e in Vallagarina questo sembra impossibile.
Ma quante occasioni sono state perse per colpa nostra negli ultimi decenni? A Piano Urbanistico Provinciale la tangenziale di Rovereto, e di buona parte della Vallagarina, c’è sin dal 2008, sulla base di un preciso accordo e impegno tra gli allora Presidente della PAT Lorenzo Dellai, il suo Assessore ai Lavori Pubblici Silvano Grisenti e il Sindaco di Rovereto Guglielmo Valduga, portatore quest’ultimo anche del favore dei Sindaci dei Comuni lagarini.
Il tragitto parte e potrebbe partire dai Murazi parallelamente ad ovest della ferrovia e si completa alla rotatoria della Favorita a sud di Rovereto. La già cantierizzata bretella dalla Mira a Viale Caproni in Z.I. di Rovereto è infatti propedeutica a tale progetto di tangenziale.
Erano anni in cui, solo per fare alcuni concreti esempi, Trento seppe risolvere l’atavico problema del traffico tra il capoluogo e la Valsugana con la straordinaria galleria sotto Martignano, Mezzolombardo salvò la vivibilità del suo centro con la galleria sotto la Paganella e la Valle di Fiemme e buona parte della Valle di Fassa optarono per la strada di fondovalle a tutela degli splendidi centri dei loro paesi. Ma a Rovereto e in Vallagarina finora il nulla. E fino a quando?
Aggiungo un aspetto di assoluta rilevanza. Non molto tempo fa, durante un paio di incontri pubblici, aventi a tema l’Autostrada del Brennero, chiesi all’attuale Amministratore Delegato della stessa, il dr. Diego Cattoni, se la tangenziale di Rovereto e della Vallagarina, così come
disegnata ancora oggi dal Piano Urbanistico della Provincia di Trento, poteva essere finanziata dalla stessa A22. Mi rispose con estrema chiarezza: ”Certamente, basta che qualcuno me lo
chieda”. Quel qualcuno non potevano che essere la Provincia Autonoma di Trento e i Comuni della Vallagarina, quello di Rovereto in primis.
“Chi è causa del proprio mal, pianga sé stesso”, ci ricorda un antico detto.
Attendiamo e vedremo. Il tempo, in un verso o nell’altro, è sempre galantuomo.
Paolo Farinati,
Consigliere comunale di Rovereto del PSI
Rovereto, lì 1 ottobre 2026