Cronaca

Torpignattara, il Psi al corteo in memoria delle vittime

Torpignattara, il Psi al corteo in memoria delle vittime

Oggi a Roma e a Milano si sono svolte le fiaccolate per Zhou e Joy, vittime della violenza romana. A Roma il corteo ha percorso un itinerario significativo. Da Piazza Vittorio per via Principe Eugenio, Porta Maggiore, Piazzale Labicano fino a Largo Perestrello, vicino al luogo dell’omicidio nel quartiere di Torpignattara. La manifestazione è stata sentita e partecipata da tutte le forze politiche con le loro bandiere e i loro slogan. Il Psi ha partecipato con il capogruppo della Regione Lazio Luciano Romanzi e con il segretario del Psi di Roma Atlantide Di Tommaso con un cartello tanto eloquente quanto importante nei contenuti: ‘Comune debole mafia forte salviamo Roma Alemanno vattene’.

PSI AL CORTEO – «I socialisti da tempo denunciano il malgoverno della città. Alemanno – così Atlantide Di Tommaso – dal caso ‘Parentopoli’ in poi ha portato una escalation d’inefficienza. Ha fatto una campagna elettorale supportato da Berlusconi cavalcando il tema della sicurezza e oggi non si può più passeggiare tranquillamente per la città oltre le sette di sera. Roma è diventata una terra di nessuno, la criminalità organizzata impera, soprattutto nel tessuto commerciale, dove la camorra fa da padrona».

RISCHIO RONDE – Sul significato della fiaccolata e sulla possibilità d’iniziative di autodifesa da parte dei cittadini, Di Tommaso ha sottolineato che: «Il rischio che la cittadinanza possa organizzarsi per difendersi è molto alto visto i tagli del governo Berlusconi alle forze dell’ordine. Il questore Tagliente – ha continuato il segretario del Psi di Roma – giorni fa ci ha denunciato l’assenza di strumenti per poter garantire sicurezza nella città. Il degrado a Roma non può essere combattuto senza soldi. Per esempio durante l’amministrazione Rutelli la stazione Termini è rinata, prima era un ricettacolo di delinquenza, ora, dopo l’ammodernamento, è degna del proprio ruolo di scalo internazionale e ciò rende anche più semplice il lavoro delle forze dell’ordine».

SIMBOLI – «Roma ha bisogno di strutture pubbliche strumento aggregativo per una generazione – ha continuato Di Tommaso – quella dei giovani romani, che non può riversarsi solo nella movida del centro storico, ma deve avere la possibilità di vivere anche nei propri quartieri momenti di socialità. Queste strutture non possono essere relegate a competenze di privati». Se una fiaccolata dall’alto valore simbolico è sintomo di un limite di sopportazione che è stato drammaticamente scavalcato, c’è da chiedersi cosa dovremo attenderci? Cosa prevarrà tra il dialogo e la giustizia fai da te? Intanto sfilano nel freddo di una Roma «criminale» le fiaccole della tolleranza, quelle luci fioche che chiedono solo di non dimenticare due vittime.

Diletta Liberati