Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha annunciato con legittima soddisfazione che è stato trovato l’assassino di Yara Gambirasio, la tredicenne sparita il 26 novembre del 2010 mentre tornava a casa dalla palestra di Brembate di Sopra (BG) e trovata morta dopo tre mesi nel parco del suo paese.
L’uomo, in stato di fermo, ritenuto l’assassino, è il figlio illegittimo dell’autista di bus Giuseppe Guerinoni, sarebbe di Clusone (Bergamo), avrebbe 40 anni, è sposato, ha tre figli, e anche una sorella gemella. Il cerchio si è chiuso poche ore fa, quando il suo Dna è stato ritenuto sovrapponibile a quello trovato sul corpo di Yara il 27 febbraio, e cioè tre mesi dopo la sua scomparsa.
“Nelle prossime ore, – ha affermato Alfano – saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l’impegno massimo, l’alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che finalmente non è più senza volto”.
Oltre ad Alfano che si congratulato per il lavoro svolto sulla vicenda è intervenuto anche il senatore socialista Enrico Buemi: “Rispetto alle indagini che potevano essere confermate solo negli interrogatori o sulla base delle testimonianze, oggi le indagini scientifiche come quelle sul Dna, danno una marcia in più che appare preziosa e insostituibile”. “Certamente – afferma il membro della commissione giustizia di palazzo Madama commentando gli sviluppi dell’assassinio di Yara Gambirasio. – tutto deve essere verificato in contradditorio e fino a sentenza, è giusto mantenere un atteggiamento garantista, ma non v’è dubbio che elementi trovati sul luogo del crimine, o addirittura sul corpo della vittima, portano inconfutabilmente alle responsabilità del colpevole”. Il senatore poi non ha dimenticato di ricordare quanto sia importante non tirare troppo la cinghia sulla giustizia: “In questo senso privare la magistratura o gli organismi di polizia giudiziaria di risorse così importanti può limitare gravemente la ricerca dei colpevoli. Resta il fatto che tocca a magistrati e agli altri organi competenti – conclude Buemi – valutare se l’uso di costose risorse investigative, come l’analisi del Dna o le intercettazioni, hanno una ragionevole giustificazione”.
Trovato assassino di Yara. Buemi: indagini Dna preziose